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I crocieristi sono già arrivati, ma Livorno non se n’è accorta - Video
Nessun cartello per indicare i monumenti da vedere Bar e ristoranti senza menu tradotti, neppure in inglese
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LIVORNO. «Vorrei comprare un pezzo di torta per la famiglia di turisti qui fuori. Sa dirmi come si dice in inglese, farina di ceci?». No, nel “torta e pizza” a due passi dal porto mediceo una traduzione non c’è. Aiuterà la fantasia, un giro di parole, e poi la App per le traduzioni del cellulare per spiegare alla famiglia Van Tol, arrivata in crociera dall’Olanda, cos’è questa fetta di strana pizza gialla e che forse merita di essere assaggiata prima di reimbarcarsi.
Livorno è già una città turistica ma non lo sa. Eppure in questo localino di pochi metri sono pronti a giurare che il grosso dei loro affari lo fanno con chi sbarca da queste grandi navi da crociera.
C’è da crederci. Ieri sono arrivate a Livorno sei navi da crociera e fermati 10 traghetti da e per le isole. Migliaia di turisti che si sono riversati in città da tutto il mondo spesso, anche loro, inconsapevoli di essere in una bella città toscana.
Linda Mahnken, 68 anni, americana, è una mosca bianca: è stata in Italia cinque volte, ama le crociere ma sa anche come organizzarsi da sola il tempo libero durante lo scalo. Mostra la cartina che le hanno dato in nave, poi quella che ha preso all’ufficio di informazioni turistiche. Quella della nave è una fotocopia con pochissimi elementi. «In crociera non spiegano cosa c’è a Livorno. Se non aderisci alle escursioni organizzate, ma che costano molto di più, devi un po’ arrangiarti. Io avevo già visto la Toscana ma non Livorno: ieri sono andata con loro alle Cinque Terre, mentre oggi mi sono organizzata qui. Sono andata a Montenero, un gioiello. C’è la funicolare ed è carina ma trovare questa offerta è difficilissimo. Mica te lo dicono come fare».
All’ufficio informazioni turistiche si riversa il mondo. Gli operatori forniscono di cartine e di spiegazioni ma spesso chi scende dalle navi da crociera e non ha aderito alle escursioni organizzate ha poco tempo e preferisce non allontanarsi troppo. C’è chi non sa esattamente neppure dove si trova: Rosalia, medico, è arrivata dal Perù. Non parla inglese e fuori dall’ufficio turistico è quasi paralizzata. Nulla è ospitale per lei: non ci sono cartelli con le indicazioni per le principali cose da vedere, i menu dei bar e ristoranti sono esclusivamente in italiano (l’inglese è una rarità) e anche spostarsi con i mezzi pubblici è difficile. Perfino l’ufficio informazioni turistiche è contrassegnato da una grande scritta in italiano con piccolissimi caratteri per le traduzioni in varie lingue.
Al rientro Rosalia c’è da giurarci farà fatica probabilmente anche a ricordare Livorno tra le tappe della crociera. Eros e Yosu sono spagnoli, cartina alla mano, sono pronti a scoprire la città ma spiegano che «no, in nave non danno spiegazioni sul porto in cui si arriva, solo su Pisa e Firenze».
Tanto vale quindi fare da soli. Camminano lungo le transenne davanti alla loro nave, girano la mappa cercando la direzione giusta. Fortezza Vecchia? Cos’è questa sconosciuta. Eppure è lì proprio sopra le loro teste e il ristorante più ospitale, quello della nave, offre la migliore vista sulla città.
Non sono un caso se alle 12,30 - mentre in molti risalgono su La Valletta e la nave della Msc crociere - in Fortezza non c’è nessuno. Vuoto anche il bar da cui si accede praticamente scendendo dalle imbarcazioni: non c’è un cartello in inglese che lo indica e dentro il menù è rigorosamente in italiano.
Alla fine molti torneranno in nave per il pranzo lasciando i locali di Livorno non strapieni come invece ci si aspetterebbe: ieri a Livorno sono arrivate navi con 9.000 passeggeri. Anche Jean Claude Millot è già stata in Italia, ha visitato la Fortezza Vecchia e si sta gustando un gelato in via Grande ma anche lei tornerà in nave. «Abbiamo poco tempo per vedere Livorno», commenta. Eppure non è solo il poco tempo a disposizione a limitare gli spostamenti. Se ci si sposta dal mercato centrale e da piazza del Comune turisti in giro ce ne sono davvero pochi come se fossero trattenuti da un elastico. Rebeca, Katya e Rosemary, madre e figlie, inglesi, sono tra coloro che hanno passeggiato un po’. «Lovely» ma alla fine meglio tornare velocemente in nave da dove la vista è da togliere il fiato. Christina Le Duc, francese della Loira, invece è ben determinata. «Vedo sulla cartina che ci sono tante cose antiche da vedere ma Livorno non è proprio ben raccontata», commenta. «Ci facciamo un selfie?», domanda. Ok, giriamoci verso il Duomo. Il Duomo di Livorno, questo sconosciuto. —
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