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il trasferimento 

D’Anna saluta dopo oltre 3 anni «La nostra lotta a furti e spaccio»

Gianni Tacchi
D’Anna saluta dopo oltre 3 anni «La nostra lotta a furti e spaccio»

Il questore andrà all’Aquila: «Grandi sforzi anche per fermare truffe e violenze Abbiamo lavorato sulle zone a rischio, ottima la collaborazione dei cittadini»

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LIVORNO

Quando arrivò a Livorno, nel gennaio del 2015, parlò subito della «sicurezza in tutto il territorio attraverso anche la collaborazione dei cittadini», una delle priorità del suo lavoro. Oggi, con la valigia in mano e un viaggio solo andata per L’Aquila, sottolinea che «quella collaborazione è aumentata, migliorata, e allo stesso tempo è cresciuta anche la sensibilità dei livornesi». Il questore Orazio D’Anna lascia la nostra città dopo tre anni e mezzo, «un periodo bellissimo e anche formativo sotto ogni punto di vista»: ieri mattina ha salutato i vari reparti della polizia e il personale della questura, poi ha incontrato la stampa e nelle prossime ore raggiungerà L’Aquila, dove mercoledì entrerà in servizio.

Al suo posto ecco invece Lorenzo Suraci, 60 anni, ternano, oggi a capo della questura di Viterbo e anche lui pronto per il trasferimento.



D’Anna, nelle ultime ore da questore di Livorno, fa un bilancio sulle condizioni della città, «che al mio arrivo era alle prese con i morsi della crisi economica e ora sembra in una fase di superamento», poi torna a parlare della sicurezza e delle varie problematiche registrate in questi tre anni e mezzo. «I numeri dei reati sono altalenanti - spiega - dopo il 2012, anno nero sotto ogni aspetto, fortunatamente c’è stato un calo rilevante dei crimini, con una situazione che oggi è stazionaria. Nonostante tutti i nostri sforzi, però, continua il fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti, collegato chiaramente al consumo che purtroppo viene assolto dalla mentalità di oggi. Ci siamo concentrati anche sul contrastare altri reati odiosi, a partire dai furti negli appartamenti e nelle attività commerciali. Poi le truffe agli anziani, sulle quali abbiamo lavorato organizzando anche una serie di incontri (alcuni al Tirreno, ndr), e le violenze sulle donne, con diversi ammonimenti e divieti di avvicinamento». Tutto senza dimenticare i continui allarmi dalle zone a rischio, «dove abbiamo fatto tanti, tantissimi servizi per la sicurezza»: qui il riferimento è a piazza Garibaldi e piazza della Repubblica, ma anche a piazza Cavour e dintorni.



Il questore abbraccia tutta Livorno, ringrazia le istituzioni per la collaborazione e parla anche di sport, di calcio in particolare, «con la speranza di rivedere gli amaranto in serie A». «Lascio una città - chiude D’Anna - con tutti gli anticorpi necessari per reagire alla criminalità, qualsiasi tipo di criminalità. Stiamo comunque parlando di un tessuto sociale sano, diverso da quello che mi avevano raccontato prima di venire qui. La maggior parte dei cittadini si sente sicura, altri no e li rispetto comunque, anche perché ci sono situazioni diverse: qui c’è ancora tanto lavoro da fare e credo che il mio successore proseguirà su questa strada». —

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di Redazione web