Gioco
Ok al nuovo piano strutturale Ospedale anche all’ex Pirelli
Se lo vota soltanto la maggioranza. «È la svolta per il cambiamento», dice Aurigi. Grillotti: macché consumo zero, è solo di facciata De Filicaia: contenuti riciclati
LIVORNO. «È il piano del cambiamento»: l’assessore Alessandro Aurigi presenta così, all’esame del consiglio comunale per l’adozione, il nuovo piano strutturale della città che ha l’ambizione di disegnare l’identikit dei prossimi anni. Lo fa confermando la suddivisione di Livorno in 23 “Utoe” e 35 “aree di rigenerazione”: concentrate a nord per l’impresa più integrata e a sud per il turismo, e rimarcando il congelamento territorio urbano e la spinta al settore rurale.
Viene identificato un confine tra la città costruita e la campagna, come prevede la legge regionale: niente nuove case al di fuori di tale perimetro. All’interno sono indicate le “aree di rigenerazione”, soprattutto in zona nord (Forte San Pietro, Garibaldi, Luogo Pio, San Marco, via Firenze, ecc.): è lì che si concentra (anche con meccanismi incentivanti) la maggior parte delle superfici di nuova edificazione.
Nella periferia nord è indicata la possibilità di un polo fiere e un polo di ricerca sull’eco-economia (o anche un crossodromo o un autodromo). Dal punto di vista della viabilità si insiste su Variante e Aurelia per togliere il viale Italia dalla condizione di arteria di scorrimento. Da aggiungere il collegamento trasversale fra viale Italia e via Luther King passando da via Bat Yam: sarebbe l’alternativa a via del Mare da rendere a senso unico. Per l’ospedale è indicata l’area attuale e l’ex Pirelli e, quanto ai parcheggi, si immagina di costruire uno interrato in zona Gymnasium.
Ma, così come il fronte delle imprese aveva fatto conoscere la propria delusione alla vigilia del voto, anche le opposizioni danno giudizi liquidatori sul nuovo piano. E, falcidiate da assenze giustificate, tolgono il badge lasciando campo libero (nell’anniversario della morte di Giuseppe Vitiello) ad una maggioranza dai numeri risicati: via libera con 17 sì su 23, ma dopo aver approvato sul velluto due ratifiche alle variazioni di bilancio alla fine va sotto sul Lem e cade per incompatibilità del sindaco.
Per Giovanna Cepparello (Futuro) è il piano «un provvedimento in sordina, senza vera partecipazione informata». Giuseppe Grillotti (Livorno libera) parla di «semplice adeguamento dettato dalla legge 65, privatizzazione del Porto Mediceo e “consumo zero” solo di facciata» visto che da accordi preesistenti l’attuale giunta si potrà cementificare in molte aree verdi cittadine. Jari De Filicaia (Pd) insiste su «fretta di fine mandato e contenuti riciclati dalle passate amministrazioni», Edoardo Marchetti (gruppo misto) loda invece il «raggiungimento del contenimento dei costi» e lo «stop alla cementificazione industriale del Puntone del Vallino». A Pietro Caruso (Pd) che lo bacchetta per «assenza di scelte politiche per il lavoro», Aurigi ribatte: «Agli imprenditori non carta bianca ma ponti d’oro, nelle aree indicate da noi».
È da sottolineare che , adottato il piano, e passati il nuovo regolamento di contabilità e le opere di sicurezza idraulica in via Mondolfi, torna sul tavolo il corridoio tirrenico con la mozione della maggioranza “Lotto Zero” , e il sindaco Filippo Nogarin conclude: «Riprendiamoci il parco del Romito, faccio moral suasion nei riguardi del ministro Toninelli». —
M.S..
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google