Il Tirreno

Livorno

 

Viale Italia, con il debutto della sosta a pagamento buona parte degli stalli blu resta vuota

Nicolò Cecioni
Viale Italia, con il debutto della sosta a pagamento buona parte degli stalli blu resta vuota

Livorno, «Per noi sarà quasi come pagare un altro abbonamento ai bagni». Ma c’è chi dice: «Qui costa meno che in altre città»   

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LIVORNO. Mai visto un viale Italia semideserto. Lunedì 23 luglio, alle 12.30, 29 gradi e voglia di ombrellone e tuffi. Eppure questo è stato il biglietto da visita del nostro viale a mare durante tutta la giornata del debutto della sosta a pagamento. Il motivo? Non c’entrano né il maltempo né il mare mosso, bensì il primo giorno di parcheggio a pagamento. Con l'entrata in funzione dei parcometri una bella fetta di livornesi ha rinunciato ad andare al mare o, se lo ha fatto, ha scelto altre maniere lasciando la macchina a casa.

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«No, proprio non mi va giù», dice Maria Rosella Gori: «Non si può levare il mare ai livornesi: questa città ha un rapporto speciale con il mare, io vado ai Bagni Pancaldi da 45 anni e per me, così come per tanti altri, il parcheggio a pagamento rappresenta un grosso disagio. Sono stata costretta a lasciare la macchina lontanissimo, ma ho 3 nipoti ed è un problema venire a piedi». Poi rincara la dose pensando agli stabilimenti balneari e ai locali della zona: «Queste attività ci rimetteranno, eccome: la gente andrà altrove».

I coniugi Mario e Carla Evola, invece, sono rimasti fedelissimi ai Pancaldi. Pur essendo anche loro contrari ai parcheggi a pagamento. «Ormai – spiega il signor Mario – la vita è diventata tutto un pagare. Adesso anche il mare. Noi siamo sempre venuti ai Pancaldi e non sarà certo il parcheggio a pagamento a farci cambiare stabilimento balneare. Qui abbiamo cabina e ombrellone da anni. Speravamo che il Comune e i bagni trovassero un accordo per lasciare libero il parcheggio ai clienti. Ma non è andata così. Ho fatto i conti: per noi che veniamo tutti i giorni qui, sarà come pagare un altro abbonamento».

Contrarissimo anche Romano Gasparri, il padre di Michele, il titolare della Yogurteria Fiorirosa che da anni è in prima linea contro le strisce blu. «Mi sposto in moto, così posso andare al negozio di mio figlio senza pagare. Hanno compiuto veramente un grosso errore a mettere il viale Italia a pagamento. La dimostrazione concreata la vediamo già, i parcheggi sono tutti deserti come d'inverno». Peccato che siamo nel bel mezzo dell'estate.

«Non è giusto – aggiunge Paolo Fara – che si tolgano altri soldi ai cittadini che vogliono semplicemente andare al mare. Io mi muovo in scooter, così non pago. Mettere le strisce blu sul viale Italia mi è sembrata un'esagerazione».

Bisogna dire però che non tutti la pensano così: benché il taccuino del cronista registri tanti “no” alla sosta a pagamento, non sono pochi quanti fra i residenti hanno invece accolto abbastanza bene questo cambiamento. «Per chi come me abita in questa zona va più che bene», spiega Amerigo Danti: «Così almeno troveremo sempre posto. Fino a domenica non sapevamo dove lasciare l'auto, adesso no».

La pensa così anche Sergio Macera, pur abitando da tutt'altra parte della città. «Il Comune ha fatto bene. I parcheggi sono a pagamento in tutta Italia, perché i turisti devono venire qui e lasciare l'auto gratis? Il mare comodo è un lusso, se vuoi andarci è giusto che tu paghi. Altrimenti uno viene in bus o in bici e non spende un euro».

A proposito di turisti, alla Terrazza troviamo anche una famiglia di torinesi, che hanno “inaugurato” gli stalli blu. «Siamo in vacanza a Lido di Camaiore – dicono Antonio e Marta D'Agostino – e siamo venuti a passare una giornata a Livorno. Stiamo andando all'Acquario. Abbiamo trovato posto qui vicino e abbiamo pagato il parcheggio per tutta la mattina. Il costo totale è stato di 3 euro, a Torino si paga molto di più».

Anche a Berlino la tariffa è maggiore. A dirlo è Rosario Saiano, un livornese che vive e lavora in Germania ma che una volta l'anno torna in vacanza nella sua città. Sono arrivato da poco, non sapevo che il viale Italia fosse diventato a pagamento. L'ho scoperto adesso dopo aver parcheggiato la macchina. Comunque non mi sembrano cifre eccessive, a Berlino sono molto più alte».


 

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