Gioco
La felicità è un condominio giallo fluo Ex “Signorine”, assegnati gli alloggi
La gioia di Martina, 21 anni: «Finalmente avrò la mia camera con la porta, adesso dormo in un ripostiglio»
livorno
Sorride Martina Barghigiani. Un sorriso largo, aperto, incontenibile. In mano le chiavi della nuova casa popolare assegnata alla sua famiglia, i Barghigiani. È il suo volto a segnare l’emozione di un taglio del nastro senza ninnoli nell’ex complesso delle Signorine a Shangai. Un semicerchio giallo limone che guarda il mare, presenza azzurra che si intravede da alcuni degli appartamenti al terzo piano.
Martina è figlia di una normalissima famiglia livornese. Il suo babbo, pescatore, ha presentato la domanda per le case popolari da quando Martina, oggi 21 anni, era una bambina. «Avrò una cameretta con una porta e una finestra», commenta felice come una bimba. Non c’è imbarazzo nella sua voce neppure quando racconta che non ha mai avuto uno spazio suo e che oggi dorme in un ripostiglio, un metro per un metro e mezzo senza finestra e con una tenda al posto della porta. Ha studiato da estetista, lavora in un ristorante ed è una bellissima ragazza ma «no, non ho mai potuto portare un’amica a casa: non c’è posto, non avremmo saputo dove stare».
Ed è in questa rinuncia piccola ma allo stesso enorme che Martina diventa il racconta di un disagio che si vive a Livorno. Il benessere che manca tra anziani con la pensione minima, padri separati e senza lavoro, uomini diventati disabili da un giorno all’altro per malattie o incidenti stradali o, semplicemente, stipendi che non riescono a coprire più le spese di casa.
Tra le 60 famiglie che tra ieri e stamani avranno in assegnazione gli alloggi dell’isolato 419, Martina è una delle storie a lieto fine o «da 13 alla schedina» come ripete il suo babbo come un mantra.
Scorrendo l’elenco, dove le persone di origine livornese sono la maggioranza, si incrociano storie di grande sofferenza, bambini e adulti con gravi invalidità, famiglie numerose e padri che hanno vissuto separati dai loro figli magari dormendo alla Caritas per anni.
La vita non è uguale per tutti, ogni appartamento è la sintesi di chi è rimasto indietro e che ora può rientrare in pista. Ma in questo quartiere popolare alla periferia nord di Livorno ci sono anche storie di un futuro che si annuncia migliore del passato e che sarà festeggiato, in almeno due blocchi ,da lieti eventi.
La vita con queste assegnazioni dà una nuova possibilità, e grazie a un “affitto” a misura del reddito prende a brillare proprio come il colore fluo scelto per le facciate.
A settembre nasceranno due bambini. Silvia Donato è in graduatoria dal 2012, si lascia alle spalle un affitto troppo caro per lei, per il compagno e la loro piccola: 670 euro al mese. Tra 20 giorni, appena il tempo di trasferirsi in via Bixio, accanto al pianerottolo assegnato ad Alessandro - pensionato - e nascerà la piccola Carlotta.
Una consegna delle chiavi dell’appartamento che cade proprio a pennello come per Marta, blocco B2, che nel giro di qualche settimana darà alla luce Tommaso.
Anche gli occhi chiari di Sara brillano. Lei non è in attesa di un bimbo, ma dell’ intimità di una casa. Prende le chiavi dell’appartamento al piano terra e con lo sguardo accarezza il compagno, la loro bambina le sta attaccata alle gambe consapevole che c’è qualcosa di bello che le toglie l’attenzione della mamma. Si chiudono la porta alle spalle della loro casa: sala, cucina, due camere e il bagno, il terrazzo per stendere i panni e godersi il fresco. Un sogno. Proprio come quello di Andrea Stasi, papà separato: viveva in 18 metri quadrati, senza spazi per poter incontrare il figlio. «Ho dormito per due anni alla Caritas», dice. Anche per lui la felicità è un condominio giallo fluo. —
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