Toscana
Commercianti in guerra contro i negozi a tempo «Rischio di effetti choc»
La presidente Maristella Calgaro scrive all’assessore Baldari «Sono consentiti dalla legge ma temiano gravi contraccolpi, bisogna capire come reagire»
LIVORNO. I saldi vanno. Non volano, ma il loro andamento soddisfa un commerciante su due. Ma c’è un problema che rischia di penalizzare ulteriormente il commercio: i temporary store, i negozi temporanei che aprono da un giorno all’altro e nel giro di una stagione (ma talvolta anche di una settimana) richiudono, dopo aver fatto prezzi super-stracciati e scorpacciate di clienti (portati via ai negozi tradizionali).
Lo dice senza peli sulla lingua il presidente di Confesercenti Maristella Calgaro. «Il 47% dei nostri commercianti ci dice di vedere segnali di fiducia. È un dato che, pur nella sua labilità, indica una tendenza positiva la cui estrema delicatezza ed importanza andrebbero ben protette e sostenute e non certo messe a repentaglio da azioni estemporanee, quasi al limite del piratesco, sebbene consentite dalla legge, come quelle che sempre più sovente capita di vedere in giro nella nostra e nelle altre città, legate a formule di temporary shop che, in un periodo importante e delicato come quello dei saldi, possono avere effetti davvero devastanti».
Non fa nomi la presidente di Confesercenti, ma il riferimento non può non essere al tendone messo su in via Firenze nella zona vicina al sottopasso ferroviario due settimane fa, dove è stato aperto uno spaccio di scarpe firmate a prezzi scontatissimi.
Una iniziativa commerciale di una settimana scarsa, che sta facendo un tour in una serie di località della costa toscana, raccogliendo successo di pubblico ma anche polemiche, tanto che ad Aulla, ad esempio, tre mesi fa l’amministrazione ha negato il suolo pubblico per la sua tappa.
Confesercenti si rivolge proprio al Comune di Livorno: «Quel che più ci sconcerta di certe forme di vendita temporanea è il fatto che, paradossalmente, agiscano nelle pieghe di una normativa di carattere nazionale avverso la quale poco si può fare - sottolinea Calgaro -. Abbiamo inoltrato una richiesta urgente di incontro all’assessore al Commercio Paola Baldari per confrontarci con lei ed i suoi uffici su come o cosa si possa mettere in campo a livello locale per prevenire o limitare il verificarsi di questi fenomeni nella nostra città, nella quale le attività commerciali tradizionali hanno bisogno di essere sostenute con politiche attente vista la delicatezza di una fase economica che ancora stenta a decollare».
Per quanto riguarda i saldi, secondo Confesercenti, «il solo fatto di avere avuto l’inizio del periodo dei saldi il 7 di luglio ha aiutato (lo scorso anno il primo sabato di luglio era caduto proprio il primo luglio) e questo ci porta ancora una volta a dire che serve un ripensamento importate sulla data di inizio dei saldi».
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