Gioco
La gang che depreda le barche: spariscono i contagiri
Al circolo Fortezza Vecchia è stata smontata la strumentazione su 7 imbarcazioni, raid analoghi al La Marmora. In tutti i casi il bottino è di marca “Yamaha”
LIVORNO. Solo il contagiri, marca Yamaha, costa più di 500 euro. Poi ci sono i cavi che lo collegano al motore e il montaggio. Euro più euro meno, il danno si aggira intorno agli 8-900 euro. Senza contare che la barca deve star ferma in attesa di essere riparata nel periodo più caldo dell’anno. Il primo furto, una manciata di giorni fa, è avvenuto al Circolo nautico La Marmora. Un furto come un altro, di quelli che continuano a pesare sulle tasche del popolo delle barchette, se non fosse per il fatto che non sarebbe l’unico del genere. Anzi.
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Al La Marmora raccontano di altri furti nei circoli vicini e Marco Bruni, commerciante di caccia e pesca specializzato in strumentazione tecnologica per le piccole imbarcazioni, conferma che «nell’ultima settimana si sono rivolti a me una ventina diportisti e tutti mi hanno chiesto del contagiri, sempre marca Yamaha: erano stati derubati». Uno degli ultimi colpi è stato messo a segno giovedì scorso e ha colpito i soci del circolo nautico della Fortezza Vecchia: qui da sette imbarcazioni è sparita tutta la strumentazione.
Bruni, che tra l’altro non vende questo tipo di apparecchi, snocciola aneddoti e nomi di appassionati del mare colpiti da questi costosi furti. «Ci sono stati furti in più circoli da Calambrone a Piombino e tutti con bottino simile. Il furto dei contagiri è spiegabile solamente su commissione ma un numero così elevato potrebbe far pensare al fatto che, chissà dove, saranno stati rubati motori a cui si abbinano questi "accessori". Non sarebbe la prima volta, qualche anno fa fu fermato un camion diretto nei paesi dell’Est con piccoli motori rubati».
Su internet il mercato dell’usato per la strumentazione da diporto è ricchissimo di annunci. Lo conferma Enzo Castellani, presidente dell’associazione nautica Torretta. «Da noi - spiega - recentemente ci sono stati furti ma di benzina e di un tappo di un motore. In generale i furti si sono ridotti perché abbiamo installato le videocamere, l’illuminazione e i cancelli. In pochi si assicurano anche perché il premio da pagare è molto caro». Senza obbligo di denuncia (per l’assicurazione) va da sé che il mercato dell’usato è florido e quindi è più difficile mappare i colpi messi a segno a Livorno.
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Da Lupimare, concessionaria ufficiale Yamaha nell’area di Livorno non sono arrivate richieste di preventivi. Claudio Baronetto e Andrea Lami, che con il presidente Piero Mantellassi, guidano il Consorzio Nautico non hanno avuto al momento segnalazioni specifiche ma è evidente «che si tratta di lavori su commissione». Ordini per l’acquisto di nuovi contagiri sono stati inoltrati invece alla concessionaria Yamaha di Pisa.
«Dovevo partire il giorno successivo per le ferie e ho acquistato un usato - racconta Luca Barcacci (circolo Fortezza Vecchia) - mentre gli altri stanno aspettando i ricambi da Yamaha, arriveranno da Milano attraverso la filiale di Pisa. È stata rubata tutta la strumentazione di barche con motori di varie cilindrate. Sul momento non abbiamo capito e pensavamo ai soliti furti, poi ci siamo resi conto che avevano scelto solo imbarcazioni che montano motori Yamaha».
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