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Tra i mille avvisi al Cup manca quello per il rimborso agli utenti

Giulio Corsi
Tra i mille avvisi al Cup manca quello per il rimborso agli utenti

L’Asl dovrebbe risarcire 25 euro se l’esame è in ritardo ma nessuno lo sa Oltre il tempo massimo scatta l’indennizzo: in 3 anni soltanto una richiesta

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LIVORNO

Totem guasto, vietato sedersi, mettere i soldi qui, ritirare la ricevuta con delicatezza. Più che cartelli, pizzini. Scritti a mano col pennarello, attaccati con lo scotch, qualcuno scolorito, qualcuno svolazzante, qualcuno semistrappato.

Ormai fanno parte dell’arredamento al Cup del poliambulatorio. Una lettrice, Francesca Melani, ci ha inviato questa foto che raffigura bene un servizio un po’ precario, quello dei totem e delle macchinette per i ticket, spesso guaste o malfunzionanti.

In un mare di cartelli però, nel salone del Cup di viale Alfieri continua a mancarne uno, decisamente più importante, quello che ricorda ai cittadini il loro diritto a chiedere 25 euro di rimborso se la prestazione diagnostica non è stata fissata nei tempi previsti dalla legge: entro 15 giorni dalla prenotazione per molte visite specialistiche (cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica, otorinolaringoiatria), entro 30 giorni per una serie di ecografie e radiografie.

Sono pochi, pochissimi i livornesi a conoscenza dell’obbligo che l’Asl ha di rimborsare i cittadini qualora non sia in grado di rispettare i tempi su tutto il territorio aziendale (dunque anche proponendo un appuntamento a Portoferraio o a Massa). Anzi, si potrebbe dire che il diritto al risarcimento non lo conosce nessuno: non è un caso che negli ultimi tre anni - 2015, 2016 e 2017 - a Livorno e provincia ci sia stato solo un cittadino che ha chiesto e ottenuto i 25 euro su oltre duecentomila prestazioni erogate, come aveva raccontato il Tirreno alcuni mesi fa.

Uno dei motivi è la scarsa conoscenza che c’è di questo diritto: d’altra parte nelle sale di attesa dei Cup o ai vetri degli sportelli, in mezzo a decine di avvisi di ogni tipo, non c’è alcun cartello che informa della possibilità del rimborso.

Per l’Asl (e per la Regione) si tratta di migliaia di euro risparmiati. Per i cittadini invece è una beffa che non può certo essere giustificata col fatto che la legge non ammette ignoranza: perché al Cup nessuno avverte l’utenza che ha diritto al risarcimento? —

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di Redazione web