Il Tirreno

Livorno

operazione della guardia costiera 

Maxi sequestro di pesce congelato scaduto

Una tonnellata e mezzo di calamari, orate, polpi e branzini scoperti in un magazzino: erano destinati ai ristoranti della costa

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LIVORNO. Sequestrata una tonnellata e mezzo di prodotti ittici scaduti, destinata a ristoranti e stabilimenti balneari della costa. L’operazione è il risultato dei controlli degli ispettori del Centro controllo area pesca della Guardia costiera di Livorno in un centro di lavorazione e vendita all’ingrosso di pesce fresco e congelato a Cecina, il cui nome non è stato reso noto dai militari. A carico dell’impresa una sanzione di 3.500 euro. Il nucleo ispettori pesca della Direzione marittima della Toscana ha passato al setaccio i magazzini di stoccaggio della merce ed esaminato le informazioni sulla tracciabilità dei prodotti conservati.

Il controllo di routine si è concentrato sulla documentazione relativa alla provenienza delle varie specie ittiche e alla completezza delle informazioni per gli acquirenti. Tutti elementi che hanno permesso di scovare nei magazzini una partita di pesce congelato scaduto da circa un anno. Nel dettaglio, una partita di ben 1400 chili tra calamari, polpi, orate e branzini priva di certificazione. Gran parte della merce congelata riportava in etichetta date di scadenza superate da quasi un anno.

Gli ispettori sono intervenuti presso lo stabilimento e hanno accertato la non idoneità del prodotto, scaduto e privo degli elementi fondamentali per risalire al confezionamento. Tutto il prodotto non conforme è stato sequestrato per evitare che finisse sulle tavole di ignari consumatori e verrà portato in discarica per la distruzione. L’impresa è stata sanzionata per la violazione dei regolamenti comunitari.

Dalla Guardia costiera sottolineano che l’attività di controllo dei militari agli ordini dell’ammiraglio Giuseppe Tarzia effettuata a tutela delle risorse ittiche e della sicurezza alimentare proseguirà e si intensificherà nel corso della stagione estiva, privilegiando particolarmente le modalità di somministrazione presso stabilimenti balneari ed esercizi commerciali. Il rischio a detta dei militari è che prodotti contraffatti come quelli sequestrati nel magazzino all’ingrosso di Cecina finiscano e vengano spacciati per freschi. Altro aspetto oggetto di attente verifiche sono i sistemi di preparazione e confezionamento del pesce che non sempre rispondono ai requisiti igienici richiesti dalla normativa a tutela della salute dei consumatori.

La quantità di 1,4 tonnellate potrebbe essere una rimanenza di magazzino: è questa l’ipotesi dei militari. Il peso del pescato congelato infatti è da mettere in relazione al volume delle quantità che vengono lavorate nello stabilimento.

Le attività di controllo periodico portate avanti dalla Guardia costiera subiscono un’intensificazione quando tradizionalmente il consumo di pesce sulle tavole dei consumatori e nei ristoranti registra picchi significativi: in estate e in occasione delle festività. –

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