Sicurezza
Il porta a porta funziona a metà Ecco dove cala la differenziata
L’Aamps agli amministratori condominiali: discutiamone ma per le nuove zone non cambieremo né date né modalità
LIVORNO. A dar retta alla propaganda di Palazzo Civico la raccolta porta a porta è un clamoroso successo, una gloriosa avanzata. In realtà, municipio e Aamps hanno l’indubbio merito di aver esteso il numero di quartieri, di abitanti e di aziende in cui i rifiuti vengono raccolti con questa modalità che consente di aumentare la percentuale di rifiuti differenziati. Ma è altrettanto indubbio che qualche intoppo dev’esserci se proprio i numeri forniti da Comune e Aamps dicono che in non pochi casi la quota di differenziata è man mano diminuita proprio là dove il servizio è fatto con il porta a porta.
Qualche esempio? Nella fascia delle nuove periferie fra Scopaia, Leccia e Magrignano siamo passati dal 71,7% di febbraio al 64% attuale. A Collinaia, Quercianella e Valle Benedetta nello stesso periodo giù dal 75,4% al 69,6%. E là dove il porta a porta esiste da più tempo? A Antignano-Banditella dove a settembre 2017 si era attestati all’81%, poi sceso cinque mesi più tardi al 78,2% e adesso non si va oltre il 76%. Non è l’unico caso: a Montenero-Castellaccio, dove nella fase iniziale si era passati da uno standard di poco superiore al 70% al 76% del febbraio scorso, si finisce al di sotto del 69% attuale. Lo stesso a Colline: nella prima fase è al 68,4%, scende al 66,5% e ora come ora deve accontentarsi del 65,8%.
Non va meglio nella zona nord degli insediamenti produttivi: l’asse via Firenze-via Enriques fino a Porta a Terra-Padula scende dall’80% al 68,2% di adesso e la zona Picchianti-Vallin Buio dal 70,1% al 61,9%.
Beninteso, c’è anche qualche segnale positivo. Magari là dove non te lo aspetti: in Venezia la percentuale di differenziata sale di sette punti (dal 68% al 75,3%). A Coteto torna a salire di quasi tre punti negli ultimi cinque mesi così come la fascia Salviano-Cimarosa.
«Salviamo il porta a porta dagli errori dei vertici Aamps», dice il direttivo di Buongiorno: e non per mettere i bastoni fra le ruote. Anzi, al contrario: per farlo decollare davvero perché – si afferma – c’è bisogno di collaborazione con i cittadini e invece l’altolà degli amministratori di condominio dice che «aumentano le probabilità che il servizio porta a porta (fecondo e necessario per la gestione più virtuosa dei rifiuti e per raggiungere l'obiettivo dei “rifiuti zero” – veda tensioni e ostilità diffuse». Ed è quel che «dovrebbe essere accuratamente evitato».
Intanto, alla richiesta di un commento sulle dichiarazioni degli amministratori condominiali, dal quartier generale di Aamps si fa sapere che il cronoprogramma per l’estensione del servizio al resto della città «è quello previsto dal piano industriale dell’azienda e pertanto sarà rispettato con le seguenti scadenze». Tradotto: « dal 17 settembre per il quartiere Sorgenti e dal 1° ottobre per il centro». Si valuteranno «eventuali problematiche» là dove si è partiti ma senza cambiare nei nuovi rioni né l’avvio né le modalità. Non sarà una chiusura totale ma per definirla “apertura” ci vuole parecchio ottimismo.
Come altrove, la progettazione del servizio nei nuovi quartieri «è di competenza dell’azienda» con il Comune e soggetti istituzionali (con il Conai c’è «un progetto in corso proprio per questa zona»). «Una volta definito il progetto per le vie del centro, – dice l’Aamps – saremo disponibili a coinvolgere gli amministratori per fornire le necessarie informazioni e gli strumenti per mettere in atto il servizio, nonché valutare la fattibilità di eventuali accorgimenti che si dovessero rendere necessari a offrire un servizio ottimale e compatibile con le esigenze operative di Aamps su tutta la città, non solo su uno specifico rione». —
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