Il Tirreno

Livorno

il caso 

«The Space, licenziamenti choc senza preavviso»

Rosanna Harper

Mandati a casa 4 dipendenti del cinema. La Cgil accusa: «Parlano di calo degli incassi ma selezionano altro personale»

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LIVORNO

Sono quattro i dipendenti del cinema The Space licenziati a inizio mese. Quattro persone che resteranno a casa dopo aver lavorato, alcuni per diversi anni, nella multisala che nel 2014 è passata al gruppo inglese Vue Entertainment International. Una doccia fredda: i lavoratori, tutti con contratto a tempo indeterminato, si sono visti recapitare a casa - da parte dell’ufficio risorse umane di The Space - la lettera di licenziamento, senza preavviso. Un comportamento, quello di The Space, che il sindacato lavoratori della comunicazione della Cgil definisce «falso come i soldi del Monopoli», in quanto - come spiega Graziano Benedetti, segretario provinciale della Slc Cgil - da parte dell’azienda non c’è stato alcun preavviso, neppure la volontà di fissare un incontro per parlare della questione.

«Si tratta di licenziamenti – aggiunge Benedetti – arrivati all’improvviso, con i sindacati che non sono stati avvisati. Un comportamento incredibile, quello dell’azienda: ha motivato i licenziamenti con l’esigenza di abbassare i costi».

I punti The Space in Italia sono in tutto 42. Quelli di Livorno sono i primi licenziamenti: il timore, spiega Tamara Garbuglio dalla segreteria della Slc, è che si apra un punto di non ritorno, dal quale potrebbero partire licenziamenti in tutta Italia. «Abbiamo proclamato uno stato di agitazione a livello nazionale – dice Benedetti – se l’azienda non tornerà indietro, proclameremo uno sciopero nazionale».

A fronte dei quattro licenziamenti (su un totale di 23 dipendenti, ognuno con mansioni polifunzionali), l’azienda, prosegue Benedetti, «sta tuttavia procedendo con la selezione di personale da impiegare a partire da fine agosto, con la ripresa della programmazione cinematografica, con contratto a tempo determinato».

«La volontà di assumere persone a tempo determinato – spiega Patrizia Villa, sempre dalla segreteria Cgil – va nella direzione di sfruttare il precariato: i lavoratori precari, infatti, sono maggiormente ricattabili e più flessibili alle richieste dell’azienda».

Villa parla anche della crisi che starebbe attraversando l’area di Porta a Terra, con Ipercoop e Fonti del Corallo in prima fila. «Pensiamo – spiega Villa – che ci sia un disegno, non ancora svelato, per mettere in ginocchio questa zona».

Tra i lavoratori licenziati c’è anche una Rsu Cgil. «La prima assunzione – spiega Marco Pintus, 34 anni, lavoratore licenziato – risale al 2003. Nel 2004 sono stato assunto a tempo indeterminato. L’azienda ha motivato il licenziamento dicendo che è in corso un calo del lavoro. Nella lettera ci hanno comunicato che avrebbero tenuto conto del carico famigliare e dell’anzianità: io sono monoreddito, con un mutuo da estinguere nei prossimi trent’anni. Spero in un reintegro».

«Al lavoro – spiega Lisa Belsito, lavoratrice The Space dal 2007 – si respira un’aria tesa, di paura e rabbia. Sono state colpite persone che hanno sempre lavorato con passione, impegno e professionalità». —

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