Il Tirreno

Livorno

sanità: il dg de lauretis 

«Anatomia patologica è uno dei fiori all’occhiello del nostro ospedale»

Giulio Corsi

Dopo la polemica sui tempi per i risultati delle biopsie l’Asl replica: «A giugno  risposte in 24 giorni di media» Arriva un tecnico in più 

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LIVORNO

«Anatomia patologica è uno dei fiori all’occhiello dell’ospedale di Livorno. La crescita di molte attività chirurgiche registrata negli ultimi anni è legata proprio alla qualità che la struttura guidata da Paolo Viacava riesce a garantire». Il direttore generale dell’Asl Maria Teresa De Lauretis, scende in campo per difendere quel nucleo di medici, tecnici e infermieri che quotidianamente analizza i tessuti istologici provenienti dalle biopsie.

«È vero - ammette De Lauretis - che con le ferie estive gli organici dei tecnici sono andati in sofferenza e si sono leggermente allungati i tempi rispetto al nostro standard: da 15-20 giorni siamo saliti a una media di 20-24, un’attesa che comunque rientra nei canoni regionali. I casi segnalati come urgenti, a Livorno, hanno un tempo di refertazione pari a 6 giorni lavorativi». Oggi le persone che aspettano una risposta sono circa 500».

Le tempistiche degli ultimi mesi le fornisce con precisione Andrea Cavazzana, responsabile dell’anatomia patologica di tutta l’Asl: «A maggio sono stati rispettati i tempi di refertazione, mentre a giugno - conferma - vi è stato un leggero ritardo su 70 casi che corrispondono a circa 65 pazienti».

Il mese scorso Livorno ha accettato 1687 pazienti e ne ha refertati 1660 in 24 giorni di media.

Da inizio anno fino al 15 luglio i casi accettati a Livorno sono stati 11.008 corrispondenti a 9.651 pazienti refertati con una media di 20 giorni. Secondo il medico «non è possibile che esistano 2000 campioni conservati negli armadi», come invece affermano i sindacati, «fermo restando che il caso particolare è inevitabile».

Dal punto di vista dell’organico dei tecnici di laboratorio, fondamentali nella preparazione del lavoro, Cavazzana conferma l’arrivo di un nuovo operatore: «La piattaforma livornese è stata irrobustita con l'inserimento di un nuovo tecnico a tempo indeterminato e già formato».

Ma il primario rimanda al mittente la questione delle attività di segreteria che i tecnici di laboratorio sono costretti a fare (laddove prima c’erano due operatori sanitari), togliendo tempo al taglio dei vetrini e dunque allungando la tempistica dell’esame. E dalle sue parole emerge una divergenza evidente con la posizione dei tecnici di laboratorio: «Ricordo che in Anatomia Patologica l’attività di segreteria consiste nell'accettazione dei campioni che, essendo costituiti da materiale biologico, possono essere maneggiati solo da personale tecnico o sanitario, al pari delle provette di sangue, e l'inserimento dei dati nel sistema informatico è obbligatorio per chiunque lavori in anatomia patologica, dirigente o personale di supporto (tecnici compresi) per la tracciabilità dei percorsi. Quindi, tale attività può essere svolta o da personale tecnico di laboratorio o da personale sanitario tipo Oss». —



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