Il Tirreno

Livorno

sanitÀ al rallentatore 

Tumori, fino a 40 giorni per una biopsia, in attesa dell’esame 2mila campioni

Giulio Corsi
Tumori, fino a 40 giorni per una biopsia, in attesa dell’esame 2mila campioni

Mancano i tecnici di laboratorio: risultati dei prelievi a rischio ritardi

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LIVORNO

Negli armadi d’acciaio del laboratorio di anatomia patologica duemila tessuti biologici sono in attesa di essere esaminati. Significa che per avere il risultato istologico di una biopsia o di campioni asportati durante un intervento chirurgico i tempi di attesa sono arrivati a toccare anche i 40 giorni. Una vita per chi vive con l’angoscia di avere un tumore e aspetta una risposta che potrebbe cambiargli l’esistenza. In attesa ci sono circa 500 persone.

L'attesa media nel mese di giugno - sottolinea l'Asl - è stata di 24 giorni (4 in più rispetto a maggio). Secondo i sindacati però le punte, nelle ultime settimane, hanno superato abbondantemente il mese. Una sessantina i ritardi rispetto ai tempi standard registrati a giugno.

I tempi di attesa sono dunque decisamente saliti rispetto a una tempistica media che a Livorno si aggirava tra i 15 e i 20 giorni e si sono accumulati nelle ultime settimane per colpa dell’organico ridotto all’osso dei tecnici di laboratorio, che sono costretti a fare anche lavoro di segreteria al posto dei due addetti andati in pensione: in pratica, anziché dedicarsi esclusivamente al taglio dei vetrini, i tecnici devono occuparsi anche dell’accettazione e della registrazione dei 200 campioni istologici che arrivano quotidianamente.

Un mese fa - lo avevamo raccontato - la direzione aveva tamponato distaccando per un paio di giorni a settimana due tecnici da Massa. Ma la toppa non è bastata e, come temevano i sindacati - Cgil e Cisl in testa - la situazione è esplosa con le ferie del personale, tutti i giorni costretto a fare straordinari che non sono sufficienti. Non solo ad anatomia patologica, ma neppure al centro trasfusionale e al laboratorio delle analisi del sangue.

Non è un caso che a inizio luglio il laboratorio del centro trasfusionale abbia rischiato seriamente di perdere un’attività clou, il test Hla, ricerca genetica fondamentale in caso di trapianti, che in tutta l’Asl viene (anzi veniva) eseguita soltanto a Livorno. Per mancanza di personale tecnico il test doveva essere trasferito a Cisanello fino ad ottobre, poi il rientro anticipato di un tecnico di laboratorio ha permesso di tenere l'attività in casa, ma con grande fatica dal punto di vista dell'organico.

Intanto al laboratorio di analisi - quello che tutti i giorni esamina il sangue di chi si fa i prelievi ai distretti e al poliambulatorio, ma anche dei ricoverati - il personale è ulteriormente sceso a causa di una maternità. L’azienda ha garantito la sostituzione con un contratto interinale, ma l’organico è talmente ridotto all’osso che il rischio di ritardi nella consegna dei risultati è concreto. Su una pianta organica di 35 tecnici, di fatto 18 tecnici lavorano alle 6000 provette che quotidianamente arrivano da tutta la provincia. La situazione è talmente seria che sarebbe tornata sul tavolo della direzione l’idea di riattivare i laboratori a Cecina, Piombino e Portoferraio, in linea con quanto accade nel resto dell’Asl dove Pontedera, Massa e Viareggio hanno i loro laboratori, pur trovandosi a distanze ben minori. —
 

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