Gioco
Tinta per cancellare gli stalli blu La protesta degli ambulanti
I nuovi spazi per la sosta fanno sparire i banchi. Dubbi sull’inadeguata larghezza della strada. Baldari: «Cerchiamo soluzioni ma bisogna mettersi in regola».
LIVORNO. La vernice blu degli stalli in zona piazza Cavallotti alla fine ce l’ha fatta a resistere ma la contestazione degli ambulanti “sfrattati”, dopo un pomeriggio di proteste contro le forze dell’ordine, ha provato a dar voce al proprio “no” con un gesto dimostrativo: altra tinta per terra per cancellare i nuovi parcheggi che in via Sant’Omobono azzerano i banchi che sono lì da più di dieci anni.
Ieri mattina è andato deserto il faccia a faccia convocato in Comune ma qualcosa si sta muovendo per trovare una soluzione.
Il mercatino non è del tutto in regola, ma una mezza autorizzazione con una vecchia delibera di oltre 10 anni fa c’era, dice Giovanni Ceraolo, sindacato Asia Usb, che prova a cercare una mediazione: «Le micro-postazioni degli ambulanti senegalesi potrebbero trovare spazio come mercatino etnico con un provvedimento di tipo più sociale che commerciale. Per i banchi veri e propri si potrebbe arrivare a un inserimento in graduatoria ma ampliando gli spazi assegnati: vediamo in che numero».
Poi salta fuori l’ipotesi che ci sia qualcosa che non va nelle misure della strada: con gli stalli blu i metri disponibili non basterebbero a mantenere la strada a doppio senso.
Nel frattempo, dopo il forfait mattutino, da Palazzo Civico l’assessora Paola Bandari manda alcuni segnali in vista dell’incontro di stamani: ricorda i tre incontri precedenti per dire che «abbiamo messo sul tavolo una serie di proposte alternative e abbiamo chiesto agli ambulanti di fare altrettanto». Ora è il momento di fare sintesi «e, si spera, arrivare a una soluzione definitiva».
Anche l’assessora distingue fra il caso degli ambulanti senegalesi e quello dei banchi in via Sant’Omobono. Nel primo caso, – dice Baldari – effettivamente è un mercatino per il quale «siamo pronti a rinnovare la delibera sperimentale approvata quasi 20 anni fa e poi scaduta». Spazi gratis, il Comune ha due ipotesi ma è aperto. Nell’altro caso, non c’è «diritto ad occupare il suolo né a vendere alcunché». Soluzioni? «Aprire una “scia” – dice Baldari – e rientrare tra gli spuntisti. Gli spazi, nelle decine di mercati rionali della città di Livorno, ci sono per tutti. Ma la condizione imprescindibile è quella del mettersi in regola e su questo siamo tutti concordi». —
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