Gioco
«Strangolati dai tempi sempre più veloci nel nome del profitto»
LE REAZIONIFattori e Sarti (Sì). «Lo svilimento del lavoro, al porto di Livorno, è all'ordine del giorno». A dirlo sono Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra:...
LE REAZIONI
Fattori e Sarti (Sì). «Lo svilimento del lavoro, al porto di Livorno, è all'ordine del giorno». A dirlo sono Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra: ricordano la seduta straordinaria del consiglio regionale dedicata alla sicurezza e sottolineano come «al di là delle dinamiche dei singoli episodi, il coro dei lavoratori è univoco: i ritmi sono insostenibili e non si rispettano i protocolli pressoché da nessuna parte». Lo affermano, alla luce dei due episodi "gravissimi" avvenuti al porto di Livorno nel giro di 40 ore: «I lavoratori delle banchine - proseguono i consiglieri - raccontano di sentirsi vittime inermi di fronte alla richiesta di carichi di lavoro maggiori e di tempi per eseguirli sempre pi ridotti».
Galatolo e Mazza (Unicobas). I due dirigenti sindacali di base Claudio Galatolo e Massimo Mazza ricordano che le aziende utilizzano «contratti sempre più precari e mezzi che a nostro avviso avrebbero bisogno di un accurato controllo di efficienza da parte delle autorità competenti». Senza contare che gli “Rls” (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) di sito competenti «sono attivi solo sulla carta perché ad oggi manca ancora un loro effettivo apporto (stanno ancora ultimando il corso di formazione dopo alcuni anni di completa assenza)». Lo ripetono chiedendo a «Autorità Portuale, Ispettorato del Lavoro e Asl di intervenire al più presto per il rispetto delle norme di loro rispettiva competenza».
Raspanti e Cepparello (Futuro). “Quando gli incidenti avvengono con questa frequenza parlare di episodi è fuorviante: non possiamo permettere che, in nome del profitto degli armatori, ogni giorno i lavoratori debbano rischiare la vita per svolgere quantità di lavoro sempre maggiori in tempi sempre più brevi». Parole di Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello, consiglieri comunali di Futuro, che annunciano che chiederanno «una seduta di commissione dedicata ad approfondire la situazione con tutti i soggetti coinvolti». Per i due esponenti di sinistra «all'aumento dei carichi di lavoro, corrisponda l'impiego di un numero maggiore di addetti». E aggiungono: «Dobbiamo mettere in discussione il modo in cui si opera all'interno del nostro scalo, verificando il rispetto dei contratti, l'assolvimento degli obblighi di formazione, la completa dotazione dei lavoratori, la sicurezza dei mezzi e degli strumenti».
Partito comunista. Nell’analisi del Partito comunista i problemi relativi alla sicurezza del lavoro in porto dipendono: 1) dalla frammentazione dei contratti lavorativi; 2) dalla «quantità di privati che concorrono al profitto in ambito portuale, il tutto in onore della “competitività” (una parola carina che sottintende sempre maggiore sfruttamento sui lavoratori a scapito di salari e appunto sicurezza)». Nel mirino del Pci finisce tanto il Jobs Act targato Renzi ma anche il governo attuale («nonostante un timido cenno che è più fumo negli occhi che un buon auspicio: col Decreto Dignità non cambieranno i rapporti di forza nei posti di lavoro sulla base di vere tutele e nuovi ordinamenti a misura di lavoratore, cambieranno soltanto i tempi di ricambio tra il grandissimo serbatoio dei disoccupati«. —
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