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Incidente sul lavoro al porto, ferito giovane operaio
Abita a Rosignano ed è un addetto della Seatrag al lavoro per la Sintermar. È rimasto schiacciato mentre stava lavorando alle operazioni sui semirimorchi
LIVORNO. Non erano passate neanche 40 ore dal grave incidente della mattinata precedente, ed ecco che nel porto di Livorno si è tremato di nuovo per la salute di un lavoratore. Ancora al terminal Sintermar, ancora per un addetto di Seatrag. Stavolta a rimanere gravemente ferito è un ragazzo di 21 anni residente a Rosignano Marittimo. L’infortunio è avvenuto poco prima delle ore 20: in tarda serata il giovane operaio era in sala operatoria per un complesso intervento chirurgico, per rimediare alle conseguenze del fatto di esser rimasto schiacciato durante le operazioni sui semirimorchi.
Secondo una primissima ricostruzione, il lavoratore avrebbe tolto da sotto il semirimorchio il cavalletto mobile sul quale poggia: potrebbe esser stato a questo punto che, per un qualche motivo, qualcosa è andato storto e il giovane si è ritrovato schiacciato: risulta che abbia perso i sensi. I compagni di lavoro hanno capito subito la gravità della situazione e hanno dato l’allarme: la centrale operativa del 118 ha inviato sul posto i volontari di una ambulanza della Pubblica Assistenza che hanno prestato le prime cure all’operaio ferito e l’hanno trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di viale Alfieri.
Come riferito nell’edizione di ieri, sabato mattina si era registrato un altro incidente sul lavoro, anch’esso grave: ferito in modo serio un addetto quarantenne di Alp (l’agenzia per la fornitura di manodopera per affrontare i picchi di lavoro) ma anche, in misura più lieve, un lavoratore di Seatrag più avanti negli anni ed entrato a lavorare da pochi giorni in quell’azienda. Ancora da chiarire la dinamica dell’accaduto, sono al lavoro i tecnici per capire le ragioni dell’incidente.Il grave infortunio di ieri, avvenuto all’ora di cena, ha fatto scattare il tam tam fra i delegati dei lavoratori del porto: si sono intrecciate le telefonate per mettere in piedi una iniziativa di lotta o comunque dare un segnale di reazione.
È probabile che nella giornata di oggi il sindacato convochi i propri delegati per decidere cosa fare. Ad esempio, viene ipotizzata al più presto la convocazione di un tavolo tecnico di tutte le rappresentanze sindacali aziendali e di tutti i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) .«Al di là di quel che accade nelle singole aziende, - racconta uno dei sindacalisti del settore - i lavoratori delle banchine si sentono tutti vittime inermi di fronte alle forze armatoriali che impongono schedule tali da prescrivere di far fronte ai carichi di lavoro in minor tempo e con minor numero di addetti».«Capita - aggiunge un altro lavoratore via social, anch’egli dietro la garanzia dell’anonimato - che le aziende meno strutturate o comunque meno competitive vadano a cercare il proprio margine di sopravvivenza sulla pelle dei lavoratori, e come si vede non è un modo di dire».
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