Il Tirreno

Livorno

Gli architetti strumentalizzano ma hanno evitato il confronto

ALESSANDRO AURIGI assessore all’urbanistica

Con la polemica sul Piano strutturale, l’Ordine degli architetti di Livorno ha dato prova di una scorrettezza imbarazzante. Non solo ha strumentalizzato, senza comprenderle, le parole dell’arch....

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Con la polemica sul Piano strutturale, l’Ordine degli architetti di Livorno ha dato prova di una scorrettezza imbarazzante. Non solo ha strumentalizzato, senza comprenderle, le parole dell’arch. Cagnardi, che per conto del Comune ha curato e illustrato il Piano strutturale, che arriverà al voto finale del consiglio comunale il 26 luglio. Ma ha anche disertato tutte le riunioni cui i suoi vertici erano stati invitati, salvo poi recriminare per non aver preso parte a una seduta di commissione espressamente dedicata alle istituzioni, cioè i commissari.

Partiamo dalla prima scorrettezza. La nota dell’Ordine degli architetti è datata 29 giugno ed è stata inviata agli organi di stampa ma non al dott. Cagnardi. Ci abbiamo pensato noi a comunicargli che il suo pensiero era stato stravolto e strumentalizzato. Quattro giorni più tardi Cagnardi ci ha inviato una mail spiegando che le sue parole non erano riferite a un generico pubblico, ma erano indirizzate ai consiglieri della Quarta commissione: su 10 membri erano presenti solo in 4 (tutti della maggioranza) nel momento in cui l’architetto si è lanciato nella sua invettiva. In realtà, strumentalizzando le parole di Cagnardi, l’Ordine ha cercato di mascherare le proprie mancanze.

Ed eccoci alla seconda scorrettezza. Negli ultimi 4 anni sono stati convocati tre incontri pubblici con i cittadini per definire le linee guida del futuro Piano strutturale. In quell’occasione e in tutti gli altri appuntamenti riservati alle categorie professionali, sono stati invitati anche i rappresentanti dell’Ordine degli architetti. Quello era il momento di costruire insieme il Piano strutturale. Risultato: si sono presentati gli ingegneri e i geometri, ma non gli architetti. I cui rappresentanti di categoria evidentemente non hanno ritenuto di dare adeguata informazione.

Non basta. Sempre in fase di costruzione del piano, in almeno 2 occasioni, sia di persona che via mail, ho chiesto all’Ordine di inviare un contributo scritto con le loro richieste e proposte. Aspettiamo ancora una risposta, a differenza di quanto accaduto con gli ingegneri.

Evidentemente all’Ordine degli architetti non interessa dimostrare di essere una categoria propositiva e dinamica, a differenza di quanto accaduto, per fare un esempio, con l’Ordine degli ingegneri. Come spesso accade quando si tratta della pubblica amministrazione c’è chi preferisce criticare dopo, invece di proporre prima. Forse perché è molto più facile.

ALESSANDRO AURIGI

assessore all’urbanistica



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