Il Tirreno

Livorno

l’infortunio 

Braccio sotto una ruota incidente sul lavoro in porto

Un operaio livornese di Alp di 39 anni ha riportato una frattura esposta  al braccio sinistro: è stato portato al pronto soccorso

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LIVORNO. Un altro allarme dal porto, un altro incidente sul lavoro, un altro dipendente ferito durante operazioni di routine che si stavano per trasformare in una tragedia. Ieri mattina, poco dopo le 11, un operaio livornese di 39 anni è rimasto ferito mentre stava lavorando con un rimorchio in un piazzale gestito dalla Sintermar: il braccio sinistro dell’uomo, per motivi ancora da chiarire, all’improvviso è rimasto incastrato sotto una ruota. Il 39enne, lavoratore di Alp, ha perso molto sangue ed è stato portato in codice rosso all’ospedale: ricoverato d’urgenza nella shock room del pronto soccorso, ha riportato una frattura esposta ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico.

Sono stati alcuni colleghi, tra le urla di dolore dell’operaio ferito, a chiamare la centrale operativa del 118 per i soccorsi. Al porto sono arrivate subito due ambulanze, una della Pubblica assistenza con il medico a bordo e una della Croce rossa italiana. Prima le cure direttamente sul posto, in modo tale da cercare di scongiurare ulteriori rischi per il 39enne, poi il trasferimento all’ospedale. E alla fine, al pronto soccorso, la diagnosi: frattura esposta al braccio sinistro.

Non è un particolare secondario il fatto che, a quanto è dato sapere dalle informazioni raccolte, l’uomo sia un addetto di Alp, l’Agenzia per il lavoro in porto che si occupa di fornire manodopera per fronteggiare i picchi di lavoro: questa realtà operativa è un soggetto disciplinato dall’articolo 17 e rappresenta uno snodo fondamentale all’interno della complessa organizzazione del lavoro portuale. Non è un segreto poi che proprio il caso relativo al licenziamento di cinque addetti di Alp abbia infuocato il clima sindacale delle ultime settimane dando vita a uno sciopero generale del sindacato di base e a una complicata trattativa sul destino dei lavoratori.

«Solo una fatalità ha impedito che l’incidente, comunque molto grave, finisse in tragedia - il comunicato della federazione provinciale del Partito comunista italiano - non si è ancora spenta l’eco del convegno sulla sicurezza in porto, organizzato recentemente nella sala della Provincia, che siamo ancora una volta a fare i conti con gli stessi problemi».

Per il Pci «si possono fare tutti i corsi sulla sicurezza che vogliamo, ma se sulle banchine si continua a lavorare con fretta per ottimizzare i tempi, senza regole, questi incidenti non finiranno mai». Rivendicando di esser stati «tra i promotori della recente iniziativa sulla sicurezza», si schiera al fianco del lavoratore ferito: «Chiediamo che venga fatta chiarezza sulle dinamiche e sulle cause dell’incidente». Proprio per questo, ieri mattina, alla Sintermar sono stati inviati gli ispettori della medicina del lavoro. —

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di Redazione web