La protesta
In coda per il reddito di cittadinanza
I beneficiari sono 187, avranno 200 euro al mese per un anno: lunedì il Comune invierà un sms per dire cosa fare
LIVORNO.
Ci penserà la Ragioneria di Palazzo Civico a spedire il sms che tante famiglie attendono: lo farà lunedì (o probabilmente al più tardi martedì) per segnalare ai beneficiari del cosiddetto “reddito di cittadinanza” per indicare «la data e il luogo in cui ritirare i contributi».
Ma nel frattempo è bastato l’annuncio del Comune ed ecco che davanti all’Ufficio relazioni con il pubblico al piano terra della sede municipale si è formata ieri mattina una coda di persone a caccia di informazioni. Anche perché da ieri era consultabile la graduatoria definitiva di quanti avevano ottenuto questa misura di sostegno. E siccome è stato ribadito che delle 730 domande presentate, ne erano state ammesse 622 (e 108 respinte per mancanza di requisiti) e poi alla resa dei conti i soldi sono andati a 187 persone, una ogni quattro che si erano fatte avanti.
Bisogna ricordare che nel 2016 la giunta M5s ha messo in pista una prima volta l’idea di dare 500 euro al mese per sei mesi a cento famiglie, adesso ha dovuto faticare non poco per finanziare 200 euro mensili (ma per un anno) a poco meno di 190 cittadini. È un provvedimento messo al centro delle strategie del sindaco Filippo Nogarin come formula M5s di governo, poi diventata l’elemento-chiave delle nattaglie del vicepremier Luigi Di Maio per connotare in senso pentastellato un governo che sente molto l’effetto Salvini.
È per questo che i Cinque Stelle hanno chiamato sempre “reddito di cittadinanza” un provvedimento che alla fine riguarda meno di 200 persone. È però il simbolo di una battaglia che ha qui più che altro un valore di anticipazione di provvedimenti che hanno bisogno di una dimensione nazionale.
C’è un aspetto da sottolineare: i soldi verranno dati in contanti. Niente card o buoni: nelle intenzioni di Palazzo Civico non si vuole sindacare il modo con cui ciascuno spenderà questi soldi; al tempo stesso, fra gli operatori della marginalità c’è chi paventa il rischio che i soldi finiscano per essere inghiottiti talvolta da spese improprie che potrebbero accentuare le dipendenze e le fragilità personale di persone che vivono già una condizione di disagio.
Quanti soldi? Duecento euro mensili nell’arco dei dodici mesi: nel giro di pochi giorni un primo stock di 600 euro a copertura dei primi tre mesi, poi in agosto una seconda tornata di 800 euro per saldare l’arretramento con altri 4 mesi.
Ma c’è un “ma” e lo ribadisce lo stesso sindaco: «L'ho già detto e lo ripeto: per chiudere il cerchio e rendere davvero efficace questa misura di sostegno, bisogna agire sul reinserimento lavorativo. Il che significa mettere mano alla normativa a livello nazionale». Poi, adesso che a Roma c’è un governo a guida pentaleghista, rincara: «Questo è l'unico governo che può portare a termine una riforma che sarebbe epocale».
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