Il Tirreno

Livorno

L’Ordine degli architetti: incontro importante per il futuro della città Il Comune avrebbe dovuto invitare i cittadini e i professionisti 

Il Prg spiegato nell’aula deserta L’ira di Cagnardi: sono sgomento

MAURO ZUCCHELLI
Il Prg spiegato nell’aula deserta L’ira di Cagnardi: sono sgomento

LA POLEMICA«Ho fatto molti piani urbanistici in quarant’anni di mestiere, non mi era mai capitato di discuterne di fronte a tre persone, anzi quattro». L’architetto Augusto Cagnardi, progettista del...

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LA POLEMICA

«Ho fatto molti piani urbanistici in quarant’anni di mestiere, non mi era mai capitato di discuterne di fronte a tre persone, anzi quattro». L’architetto Augusto Cagnardi, progettista del nuovo Prg così come lo era stato di quello precedente, si dice «esterrefatto». Ma il problema non è la ferita all’amor proprio di chi è «venuto da Milano a presentare il frutto di 4 anni di lavoro» ritrovandosi l’altro giorno a Palazzo Civico a parlare di fronte a un’aula consiliare pressoché deserta: «È finita – dice – l’era dell’urbanistica partecipata, ora l’urbanistica è isolata».

In realtà, era una seduta di commissione consiliare e qualche esponente politico era presente. Ma è un intervento dell’Ordine degli architetti a spiegare perché sia stata l’ «ennesima occasione persa».

In un documento firmato, a nome del consiglio dell’Ordine degli architetti, dal presidente Daniele Menichini e dal segretario Davide Ceccarini, si insise a chiedersi (e a chiedere) perché, da un lato, «non sia stato pubblicizzato un avviso per coinvolgere la cittadinanza» e, dall’altro, «non sono state invitate le categorie professionali e le associazioni di categoria che tanti contributi hanno dato in dibattiti e scambi di opinioni con il Comune in questo lungo periodo». Altro che aula deserta, «sicuramente sarebbe stata gremita solo se l’evento fosse stato pubblicizzato e avessimo avuto pertanto la possibilità di coinvolgere la nostra comunità di professionisti», aggiunge sottolineando che gli architetti sono «indignati» e parla di «grande offesa al lavoro del progettista», al quale si chiede scusa. «Su un tema così grande – si afferma – una amministrazione pubblica non può permettersi di lasciare il compito di divulgare un così importante evento ad una semplice nota sul sito».

Il documento mette l’accento sulla «nostra più profonda delusione» per il mancato coinvolgimento su «temi che interessano visioni strategiche e il futuro delle città, temi sui cui ci dibattiamo e che ci stanno particolarmente a cuore e su cui ci siamo sempre dimostrati disponibili». —

MAURO ZUCCHELLI

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