Il Tirreno

Livorno

Operai morti nell’esplosione in porto: altri 6 indagati per omicidio colposo

Federico Lazzotti
Operai morti nell’esplosione in porto: altri 6 indagati per omicidio colposo

Livorno, salgono così a 16 le persone nei guai: disposta un’altra consulenza sull’incidente alla “Neri Depositi Costieri”

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LIVORNO. Sale a sedici il numero delle persone indagate nell’inchiesta sul decesso di Nunzio Viola, 52 anni, e Lorenzo Mazzoni, 25, i due operai della Labromare morti sul lavoro il 28 marzo scorso all’interno della “Neri Depositi Cantieri” a causa dell’esplosione della cisterna numero 64 che stavano bonificando dai residui di acetato di etile. Gli avvisi di garanzia ai sei nuovi indagati, sempre con l’accusa di omicidio colposo, sono stati notificati dalla polizia nei giorni scorsi. E si aggiungono ai dieci inviati all’indomani della tragedia ai vertici della stessa Labromare, società per la quale i due lavoravano, e della Neri, proprietaria dell’impianto dove è avvenuto il tragico incidente.

«Più che in altre situazioni – spiegano dalla Procura – in questo caso la scelta di iscrivere questi nuovi soggetti, molti di essi ascoltati a sommarie informazioni, è stata fatta proprio a garanzia degli stessi indagati affinché possano nominare consulenti di parte e seguire tutte le fasi dell’indagine». Una premessa doverosa poiché all’interno di questa seconda tranche vi sono anche i colleghi delle vittime. A cominciare da Riccardo Costanzo, l’addetto al camion che il giorno della tragedia completava insieme la squadra di bonifica e per primo ha lanciato l’allarme.

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Oltre a lui, sempre come dipendenti di Labromare sono stati iscritti Emiliano Coluccia, responsabile del servizio protezione e prevenzione e Riccardo Mannucci responsabile dell’avviamento del personale. Per Neri risultano destinatari di un avviso di garanzia Antonio Saltarelli, ex responsabile del servizio prevenzione e protezione, Giampiero Taddei, responsabile di fatto del servizio prevenzione e protezione, e Piero Raffaele Salvadori, capo piazzale della Depositi costieri.

I sei indagati si aggiungono a quelli già anticipati dal Tirreno all’indomani della tragedia. Per quello che riguarda la società che si occupa di pulizie portuali, ci sono il presidente di Labromare Corrado Neri, 49 anni, Alberto Cattaruzza, 52, Corrado Neri, 43, cugino del presidente, Giacomo Gavarone, 37, Massimo Nicosia, 45, e Riccardo Figaro, 54 anni. Per Neri: Piero Neri, 73, presidente del cda, Tito Neri, 75, Piero Orsini, 75, e Francesco Volpi, 51.

Quel poco che trapela dagli inquirenti racconta di un’indagine molto complessa all’interno della quale stanno emergendo elementi considerati importanti per quello che riguarda la difformità tra le procedure di legge che regolano le procedure di bonifica di cisterne con quel tipo di sostanza e il sistema con il quale, al contrario, venivano normalmente effettuate.

Tanto che per alcuni indagati è stato aggiunta anche l’aggravante di non aver rispettato le legge Seveso relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose e il testo unico che regola la prevenzione degli infortuni sul lavoro. Mentre per quello che riguarda l’innesco dell’esplosione si aspettano i risultati delle consulenze.

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di Redazione web