La protesta
Addio vitalizi, c’è chi ci perde 6.000 euro: cosa cambia per gli ex deputati toscani
Via alla Camera l’ok alla delibera di Fico, ma per alcuni il taglio è di pochi spiccioli. Cosa cambia per gli ex deputati toscani
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LIVORNO. Due giorni fa, a una certa ora, s’era sentito un sospiro di sollievo collettivo. Pareva che fra Lega e 5 Stelle sui vitalizi stesse per saltare il patto. Gialli contro verdi. «Così come sono, i tagli non li votiamo», aveva tuonato il leghista Riccardo Molinari. Ma poi è arrivato il via libera di Matteo Salvini. «Il taglio di privilegi era, è e rimane una priorità», ha detto il vicepremier del Carroccio. Dunque ieri è stato il giorno X, è caduta la scure di Roberto Fico ed «è finita l'era in cui si tagliavano i diritti per favorire i privilegi, d'ora in poi si tagliano i privilegi per restituire diritti», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio al culmine della festa con palloncini gialli e argento e la scritta "Bye Bye".
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Nell’ufficio di presidenza a Montecitorio è passata la delibera firmata dal grillino, l’Armageddon dei vitalizi finora assegnati a chi aveva svolto anche solo una legislatura da deputato. Almeno fino al 2013: poi le regole sono cambiate. Il ricalcolo con il metodop contributivo si applicherà a 1240 ex deputati diventati tali prima del 2012 e per la Camera produrrà un risparmio di 40 milioni all'anno. La media d'età degli ex onorevoli che dovranno rinunciare al vitalizio è di 76,5 anni. Insomma, la campagna del M5S perlopiù ha dato l'assalto ad una platea di novantenni. Ma non per tutti la sforbiciata sarà la stessa: c’è chi si ritroverà con una riduzione da appena 300 euro e chi con una voragine da 4 mila euro. A guardare negli elenchi della Camera (cifre lorde), fra gli “ex” toscani spicca Marida Bolognesi, ex di Rc e Ds; per 4 legislature dovrà accontentarsi di 6147 euro e non più di 8455. Non va male al pietrasantino Carlo Carli, ex Ds, o all’elbano Francesco Bosi, ex leader regionale Udc: per il primo il taglio è da mille euro, per il secondo da 383 euro.
Effetto del coefficiente applicato. Prevede un ricalcolo sulla base dei contributi versati. Vede nero chi ha fatto una sola legislatura. Gli stipendi passano in genere da 3100 euro a 1200-1400 euro, anche se la delibera dovrebbe contiene la scure assicurando a tutti 1500 euro e fissando una soglia di salvaguardia per non far scattare aumenti. Ma ci sono recordman per emorragia da privilegio come lo scrittore pisano Enzo Moschini o il senese Enea Piccinelli. Da ex Pci, il primo passa da 6590 a 1565 euro, il secondo, ex Dc, a dispetto delle 5 legislature, da 9387 a 2829, taglio da 6mila euro. Ci sarebbero anche record inversi per effetto del coeficiente: così il fiorentino Valdo Spini passerebbe da 10.600 euro a oltre 13mila. Ma la riforma di Fico potrebbe scontare un paradosso. Non solo verrà bersagliata dai ricorsi, ma potrebbe rimanere una rivoluzione dimidiata poiché al Senato è tutto fermo. La presidente Maria Elisabetta Casellati ha stoppato tutto e chiesto un parere preventivo al Consiglio di Stato. Ufficialemente, proprio per evitare che il provvedimento venga impallinato dalla controffensiva di chi rivendica i vitalizi come un diritto, ufficiosamente perché fra i forzisti - e non solo - c'è chi non ha nessuna voglia di eliminarli re li ritiene ancora un istituto della Repubblica nato per assicurare indipendenza alla rappresentanza democratica.
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