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l’inchiesta  

Furgoni a noleggio per rubare nelle ville Fermata banda di livornesi: tre arresti

Gianni Tacchi
Furgoni a noleggio per rubare nelle ville Fermata banda di livornesi: tre arresti

L’associazione per delinquere smascherata dai carabinieri: ci sono altri sette indagati. Tra le accuse anche l’estorsione

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LIVORNO

Auto e furgoni a noleggio, mai pagati e restituiti settimane dopo rispetto ai contratti firmati: usati per mettere a segno furti nelle abitazioni. Ma non è tutto qui, anzi. Ci sono anche truffe, appropriazioni indebite, violenze private, estorsioni, banconote false spese in decine di negozi.

Un’associazione per delinquere, come ricostruito dagli inquirenti, formata quasi completamente da livornesi. Una banda fermata dai carabinieri dopo un anno di indagini, appena concluse con tre arresti e sette denunce.

Al centro dell’inchiesta - spiegano proprio i carabinieri - il livornese Andrea Calloni, 45 anni, già nei guai perché considerato uno dei boss del clan degli Amici, la gang che tra il 2009 e il 2014 avrebbe terrorizzato la città tra estorsioni, minacce e truffe: è stato arrestato ieri mattina e portato subito alle Sughere. In carcere anche Andrea Moriani, 48 anni, pure lui livornese, e Juri Tauman, 44, nato in Italia, residente a San Piero a Grado (Pisa) e già sottoposto all’obbligo di firma: entrambi sono volti noti alle forze dell’ordine. Tutti e tre sono accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata e appropriazione indebita, inoltre a Calloni e Moriani vengono contestati anche l’estorsione e la violenza privata, dato che avrebbero minacciato i titolari delle agenzie di autonoleggio che richiedevano la restituzione dei mezzi non pagati.



L’operazione Fake car, portata avanti dal nucleo investigativo dei carabinieri nel giugno dello scorso anno, era partita in seguito alla denuncia di un autonoleggiatore della provincia per un veicolo non pagato e non restituito. Una querela, come verificato dagli stessi carabinieri, identica a un’altra raccolta nello stesso periodo.

Così sono iniziate le indagini che, nel tempo, hanno smascherato l’associazione per delinquere: il gruppo noleggiava auto e furgoni per 2-3 mesi, intestava i contratti a prestanomi o società fittizie e consegnava assegni in realtà scoperti. Questi mezzi, come sottolineano gli inquirenti, venivano poi utilizzati per alcuni reati, a partire dai furti in abitazione: i carabinieri hanno ricostruito il colpo in un appartamento di via Ginori nell’agosto del 2017 (via centinaia di euro, ritenuti responsabili Moriani e una 42enne livornese che è tra gli indagati) e un tentato furto in una casa sul viale Carducci, ma sono state documentate attività di preparazione per rubare in alcune ville tra Rosignano, Nibbiaia e Castelnuovo Misericordia.

La perquisizione a casa di Tauman, ieri mattina, ha permesso di trovare e sequestrare «oggetti usati verosimilmente per i furti in abitazione», da un piccone a due walkie-talkie, passando per guanti e passamontagna.



Nel corso dell’inchiesta sono stati denunciati anche tre prestanomi - tre livornesi di 42, 27 e 23 anni - per concorso nella truffa aggravata: il più giovane, un pasticciere, noleggiava i mezzi spiegando che gli servivano per motivi di lavoro. Nei guai anche un meccanico livornese di 47 anni che avrebbe simulato un incidente stradale con Moriani, danneggiando nel marzo del 2017 una Opel Adam appena noleggiata, per truffare l’agenzia assicurativa. E tra gli indagati ci sono pure un altro livornese (47 anni, avrebbe usato banconote false insieme a Calloni) e un cittadino albanese di 32 anni (è accusato, con Moriani e la 42enne che sarebbe coinvolta nel furto in via Ginori, di aver tentato di far fuoco all’auto di un uomo che avrebbe fatto un torto alla donna), altre figure chiave di una banda che si muoveva su ogni fronte. Dai furti alle truffe, dalle minacce alle violenze. —

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