Il Tirreno

Livorno

CONFESERCENTI: BORSA DI STUDIO 

I baby inventori creano l’orologio per sfuggire agli stalker

MATTEO SCARDIGLI

Premiati cinque studenti: hanno ideato uno smartwatch  che avverte la vittima con la vibrazione e le indica una via di fuga su Google Maps

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LIVORNO. La rivoluzione tecnologica anti-stalking parla livornese grazie a “Watch for safety”, progetto di cinque studenti premiati dalla Confesercenti labronica con la borsa di studio intitolata a Giulio Sbranti, vice segretario della Confederazione scomparso nel dicembre 2013, presentata dal direttore Alessandro Ciapini.

“Watch for safety”, letteralmente “orologio (ma anche stare in guardia) per la sicurezza” , è un’idea di Elena Agujari, Eleonora Marchi, Elisa Giovannelli, Jenny Incardona e Matteo Tilgher, partecipanti al master Ciba dell’associazione culturale pisana Eraclito 2000.

Il loro obiettivo era quello di trovare un’alternativa al braccialetto elettronico che avverte la vittima della presenza del persecutore, attraverso un allarme sonoro.

«Il rumore in sé è fonte di stress per la vittima, che non può sapere da quale parte allontanarsi», spiega Marchi (unica livornese del gruppo), aggiungendo che il braccialetto, siccome è comunemente associato al colpevole, porta con sé la riprovazione sociale».

«Abbiamo sostituito il braccialetto con uno smartwatch, e il rumore con una vibrazione», dice la giovane livornese. «Abbiamo poi trovato un modo per guidare chi lo indossa verso una destinazione sicura impostata sul telefono con Google Maps».

È un escamotage che risolve anche la questione della privacy del persecutore, che dev’essere tutelata per legge. E un bel risparmio per la pubblica amministrazione, se deciderà di adottare il sistema: “W4s” risolve il problema sicurezza, e «può diminuire il numero dei detenuti».

I cinque ricevono da Angela Sbranti, vedova del vice segretario, una borsa di studio da mille euro: adesso la loro start-up cerca investitori per trasformare il progetto in realtà entro 6-12 mesi dall’eventuale adozione.

«Diamo il bentornato alla cultura della sicurezza», riasume Carlo Corbinelli, generale dei Carabinieri della riserva, mentre la prof. Diana Pardini di Eraclito 2000 plaude «alla capacità creativa e innovativa, e alla sensibilità dei ragazzi».

Alla cerimonia sono intervenute anche la viceprefetta Concetta Barbara Pugliesi («tutto ciò che va nella direzione della sicurezza per le donne va bene») e la responsabile per le misure prevenzione della Questura Patrizia Risaliti («le attuali soluzioni anti-stalking non sono sufficienti, nell’ultimo anno a Livorno è aumentato il ricorso all’articolo 612 bis del Codice Penale»).

Per i cinque anche il pollice in su di Marco Giannini, prof di economia dell’Università di Pisa, per «l’approccio multidisciplinare alla risoluzione del problema». Proposito rispettato anche per il direttore generale di Confesercenti Toscana Massimo Biagioni, affiancato dalla presidente Maristella Calgaro: «Giulio Sbranti era stella polare dell’innovazione, poco incline ai comizi e più attento alla concretezza». —

MATTEO SCARDIGLI.

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