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Investito e ucciso sul viale Italia: «Non si può morire così»
Livorno, travolti da un’auto sulle strisce davanti al Grand hotel Palazzo. La vittima è Carlo Ria, 75 anni, grave l'altro anziano. Il conducente indagato per omicidio stradale
LIVORNO. Il parabrezza dell’auto distrutto, in frantumi. Le tracce di sangue sull’asfalto, tra l’hotel Palazzo e i bagni Pancaldi. I testimoni sotto choc, con gli occhi ancora terrorizzati dopo aver visto lo schianto sulle strisce. Un incidente terribile, un investimento violentissimo sulla strada più pericolosa - come confermano anche e soprattutto i numeri - della nostra città. E stavolta, purtroppo, con conseguenze tragiche: uno dei due 75enni travolti sul viale Italia da un’auto, intorno alle 8.15 di luendì 9 luglio, è morto un paio d’ore dopo all’ospedale, mentre l’altro è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di Rianimazione.
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Sotto choc invece il conducente del mezzo, un uomo di 87 anni che non è riuscito a frenare in tempo ed è stato portato al pronto soccorso per accertamenti: nei suoi confronti - come da prassi - è scattato subito il ritiro della patente di guida, inoltre sarà indagato per omicidio stradale e gli ulteriori accertamenti dei vigili sulla dinamica potrebbero portare anche al sequestro dell’auto.
I due pedoni sono stati travolti mentre stavano attraversando la strada, finendo prima contro il parabrezza del mezzo - che viaggiava in direzione sud - e poi sull’asfalto. Sono stati altri automobilisti a lanciare l’allarme, contattando subito il 118 e chiedendo l’intervento di più ambulanze per soccorrere i feriti. Entrambi erano distesi a terra, immobili. Incoscienti. Così li hanno trovati i medici e i volontari della pubblica assistenza, partiti da via San Giovanni e dalla sede di Ardenza, e della Misericordia di via Verdi, per un totale di tre ambulanze. «Uno è gravissimo, la situazione è disperata, per l’altro invece bisogna aspettare l’evoluzione del quadro clinico», è stata la prima valutazione da parte dei soccorritori dell’Svs.
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E purtroppo Carlo Ria, 75 anni a settembre, livornese, non ce l’ha fatta: fatale, secondo quanto raccolto, la frattura della base cranica riportata nello schianto sul parabrezza. Con lui c’era Lido Panati, anche lui livornese e anche lui del ’43: a preoccupare i medici sono soprattutto alcune fratture scomposte, ma non sono escluse lesioni interne che potrebbe aggravare la situazione. Le prime verifiche degli agenti della polizia municipale hanno confermato le testimonianze di alcuni passanti: Ria e Panati, al momento dell’impatto, erano sulle strisce pedonali. I soccorsi e i rilievi hanno poi bloccato il traffico, andato in tilt fino alle 9 di lunedì 9 luglio. «Non è possibile, un’altra tragedia sul viale Italia», hanno commentato tanti livornesi che sono passati da quel tratto del lungomare, restando colpiti anche dalle immagini del parabrezza distrutto. All’ospedale i medici hanno fatto il possibile per salvare la vita a Ria, ma purtroppo la situazione era già compromessa e il suo cuore ha smesso di battere intorno alle 10,30.
Il 75enne, ex operaio in pensione, era molto conosciuto in città: nato ad Arcidosso, in provincia di Grosseto, viveva a Livorno da sempre. Nel 2000, in sella al suo scooter, rimase coinvolto in un incidente con un camion in via di Levante e finì all’ospedale in condizioni gravissime: prognosi riservata per giorni e ricovero nel reparto di Neurochirurgia, prima di riprendersi nelle settimane successive. Conosciuto lui e conosciuta anche la sua famiglia a Livorno, a partire dalla moglie Graziella Bruni, che gestisce un negozio di fiori accanto al cimitero della Misericordia ed è sorella dell’ex calciatore Luciano, campione d’Italia con il Verona nel 1985. Carlo Ria lascia anche tre figli: Roberto, altro ex calciatore con un passato nel Livorno a metà anni ’90 e ora podista della Livorno team running, Laura, che lavora con la madre nel negozio di famiglia, e Stefano, dipendente della Pam. Una famiglia splendida, molto unita e ora a pezzi. Sconvolta e distrutta dall’ennesima tragedia sul viale Italia.
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