Il Tirreno

Livorno

LA CITTÀ DA SALVARE 

Il Famedio della vergogna Tombe illustri nel degrado

Roberto Riu
Il Famedio della vergogna Tombe illustri nel degrado

Davanti al santuario, dovrebbe essere l’omaggio della città ai livornesi più gloriosi invece l’intonaco casca a pezzi ovunque mentre umidità e sporcizia dettano legge

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LIVORNO

L’intonaco della facciata estesamente scrostato in più punti, enormi macchie scure di umidità si stagliano sulle pareti interne e sui soffitti a volta delle varie edicole del loggiato, erbacce che spuntano qua e là, guano di uccelli sparso sui pavimenti e, ciliegina sulla torta, vistose catene antifurto da bicicletta utilizzate per chiudere alla meglio le splendide cancellate in ferro battuto realizzate oltre un secolo fa dalla prestigiosa ditta livornese Fratelli Gambaro: ecco la scena desolante offerta dal Famedio, il sacrario dei livornesi illustri, e che si presenta inequivocabile a quanti vengono a Montenero per ammirare il panorama circostante e soprattutto per entrare, in visita o in pellegrinaggio, nel celebre santuario mariano il cui ingresso è situato proprio davanti, esattamente dalla parte opposta del vasto piazzale così come lo possiamo vedere anche in fotografie e stampe ottocentesche.



Ad evidenziare la situazione sono intervenuti Marzio Conti, presidente della ProLoco di Montenero, e Giuseppe Giovannetti, presidente dell’Associazione culturale “Giosuè Borsi”, il sodalizio al quale è stata da tempo affidata la “tutela etica” del Famedio di cui è proprietario il Comune.



«Siamo qui – spiega Giovannetti – a mostrare le condizioni del Famedio che sono piuttosto disastrate. Cercheremo di coinvolgere le autorità cittadine che dovrebbero essere disponibili per eseguire i lavori necessari a ripristinarlo».

Giovannetti racconta che «giorni fa abbiamo inviato una lettera al sindaco Filippo Nogarin ed all’assessore alla cultura Francesco Belais». L’intento – spiega – è di organizzare «un incontro qui a Montenero fra le varie parti, compresi i monaci vallombrosani e quanti possano essere interessati a ciò che si trova sotto questi loggiati».



A rincarare la dose ci pensa poi Marzio Conti: «Qui c’è un degrado ed un abbandono totale». Poi aggiunge: «Tutti sanno che il Famedio è un po’ il fiore all’occhiello per chi viene a Montenero. È qui che sono sepolti o ricordati alcuni illustri personaggi livornesi. In passato ci sono stati momenti di attenzione al Famedio, ma adesso lo sfacelo è completo, basta dare un’occhiata. Vengono qui sempre più turisti, si fermano e vedono questo “spettacolo” che davvero non giova al buon nome né di Montenero né di Livorno».

L’ultimo intervento di recupero del Famedio risale al novembre di quattro anni fa quando a cura del Comune e per un importo di 25mila euro fu eseguito il rifacimento della guaina impermeabilizzata del tetto a terrazza da cui pervenivano infiltrazioni di acqua piovana nei loggiati sottostanti: il ripristino del lastrico solare doveva appunto costituire l’indispensabile presupposto per poi procedere al risanamento delle cappelline che però, a distanza di tempo, è ancora di là da venire. Nel frattempo anche gli intonaci delle facciate si sono deteriorati rendendo necessaria la demolizione delle parti in distacco e conferendo così un aspetto vagamente postbellico al complesso monumentale.



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