Gioco
Portuali, Dalli la spunta per un pugno di voti
Lo scossone si ferma a metà: l’ex numero 2 prevale nel ballottaggio sull’outsider Costanzo. Raugei confermato al timone
LIVORNO
È Marco Dalli il terzo consigliere della Compagnia portuale: il ballottaggio nell’urna aperta nel Palazzone di via San Giovanni l’ha riportato in quel consiglio d’amministrazione in cui siede dal 2009 e soprattutto negli ultimi anni ha avuto un ruolo centrale.
Dalli va ad affiancare i due eletti nel primo round, con identikit e storie assai differenti ma con analogo plebiscito di voti: da un lato, Enzo Raugei, classe 1955, presidentissimo da una dozzina di anni, un passato da assessore Pdci a Palazzo Granducale e poi consigliere comunale Pd, che ha traghettato il Palazzone di via San Giovanni nella fase più difficile della sua esistenza; dall’altro, Marco Martelli, appartenente praticamente alla generazione successiva (è nato nel ’72), al debutto nel vertice della Compagnia, anch’egli piddino ma con ascendente Margherita, alle spalle un passato un incarico nel consiglio di sorveglianza Asa e un presente in consiglio comunale, volato con 172 voti a insidiare la leadership di Raugei in nome di una sterzata, di un segnale di cambiamento.
Lo stesso duello fra continuità e cambiamento è andato in scena al ballottaggio fra Marco Dalli e Alessandro Costanzo. Nel primo voto di lunedì e martedì scorsi Dalli aveva prevalso allo sprint per soli quattro voti (71 contro 67), a distanza di pochi giorni il bis con uno scontro diretto deciso da un pugno di voti: 124 quelli per Dalli e 119 quelli per Costanzo, ai quali vanno aggiunte 13 schede bianche e nulle.
Dunque, si ricompone alla testa della Compagnia portuale il tandem Raugei-Dalli che (insieme ad altri) già l’ha governata nel corso degli ultimi anni. L’ingresso di un nome nuovo come quello di Martelli potrebbe esser vista come parte del fisiologico ricambio del gruppo dirigente.
Non solo: come reso noto dal quartier generale della Compagnia, «immediatamente dopo lo spoglio delle schede, il nuovo consiglio di amministrazione, si è riunito con il collegio sindacale eleggendo per il triennio 2018/2020 il presidente Enzo Raugei». A quanto è stato possibile ricostruire, la riconferma di Raugei come numero uno è arrivata senza clamorosi strappi che avrebbero spaccato il nuovo consiglio: invece Raugei (astenuto) avrebbe incassato il sì di Martelli e di Dalli.
Eppure bisogna dire che è stata tutt’altro che una tempesta in un bicchier d’acqua: e non solo perché, a parte la bocciatura di Riccardo Boccone e Stefano Piccini fin dal primo turno, anche un big come Dalli ha rischiato grosso. Gli era già capitato di esser beffato dalle urne: tre anni fa gli erano mancati quattro voti per esser eletto senza andare al ballottaggio; nel 2009, nonostante un accordo politico che avrebbe dovuto garantirgli l’elezione, era stato sorpassato da Giovanni Puccini, vicino a Rifondazione comunista. Ma mai era accaduto che un debuttante (Martelli) arrivasse così vicino a superare il leader uscente nel consenso fra i lavoratori. Neanche quando, nel 2010, il duello fu proiprio fra Raugei e Dalli. —
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