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Livorno

festival a CASTIGLIONCELLO  

Inequilibrio, duecento artisti per un totale di 52 spettacoli

; SILVIA QUAGLIERINI
Inequilibrio, duecento artisti per un totale di 52 spettacoli

Primo bilancio a pochi giorni dalla fine della kermesse che anima il territorio Al termine delle performance gli addetti ai lavori si incontrano nell’area catering

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castiglioncello. Una lunga serie di artisti, operatori culturali, tecnici, stagisti, in un castello, Castello Pasquini, sede storica del Festival, che diventa per due settimane cittadella del teatro e dell’arte.

Uno spazio in cui provare, esibirsi, studiare ed elaborare nuovi linguaggi.

È lì che si dà vita agli spettacoli. È lì che debuttano nuove produzioni artistiche.

Molti gli spettacoli nazionali ed internazionali di quest’anno, come il Focus Young Mediterranean and Middle East Choreographers 201, dedicato al Mediterraneo e al Medioriente.

L’ideale per viaggiare con la fantasia, ispirati dalle danze e dalle performance di artisti come Sina Saberi, Radouan Mriziga, Nora Alami e Jadd Tank.

Artisti che evocano luoghi attraversati da grandi cambiamenti: l’antica cultura e i rituali dell’Iran, le calde atmosfere del Marocco.

Questo è Inequilibrio, il festival della Nuova Scena tra danza, musica e teatro.

Un programma molto denso, intessuto di prime nazionali.

Uno spaccato della scena performativa abitato dal lavoro di artisti di assoluto rilievo del panorama contemporaneo.

Di estremo interesse e molto partecipati anche gli incontri, i corsi formativi e le presentazioni di libri.

A pochi giorni dalla sua conclusione, il festival stende un primo bilancio con segno positivo.

Sono più di 200 gli artisti, i tecnici e gli operatori che grazie a Inequilibrio gravitano intorno a Castello Pasquini, dando origine a commistioni e relazioni con le varie realtà del territorio.

52 gli spettacoli, oltre ai momenti di scambio ed aggregazione per condividere esperienze estetiche e culturali, come ad esempio il talk show serale condotto da Punto Radio, ma anche il catering interno al castello, il Banchetto Catering, che consente ad artisti e operatori di dialogare intorno ad un tavolo. Numeri che, insieme a quelli dei visitatori, confermano Inequilibrio come una delle manifestazioni leader nel mondo della nuova scena.

C’è una comunità che gravita intorno a Inequilibrio nelle due settimane del festival e che crea un indotto, un flusso turistico in grado di stimolare interesse per il mare, la cultura e le bellezze del luogo, dando quindi un importante impulso al turismo nel periodo di media stagione. Inequilibrio in queste ventuno edizioni ha instaurato un legame forte con il territorio ospitante, anche all’esterno di Castello Pasquini.

«È vero che gli spettacoli, le presentazioni, tutto il festival si svolge all’interno del parco di Castello – spiega Fabio Masi, condirettore artistico del festival con Angela Fumarola – ma è vero anche che Inquilibrio crea una ricaduta sul territorio in termini economici e di socializzazione.

«Gli artisti la mattina, prima di dedicarsi alle prove degli spettacoli, si riversano in piazzetta e all’interno delle varie attività, fanno colazione, acquisti, socializzano, si integrano con il contesto.

Ormai si è creato un connubio tra Castiglioncello e il festival.

Se Inequilibrio non ci fosse? Credo che la differenza si vedrebbe, eccome.

Non mi riferisco tanto al weekend, ma ai giorni infrasettimanali». —

SILVIA QUAGLIERINI.

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