Sicurezza
Caos via del Pantalone: «Faremo un comitato contro risse e spaccio»
Livorno, l’esasperazione dei residenti dopo l’ultima aggressione: «Il Picchetto va sgomberato, vogliamo parlare col sindaco»
LIVORNO. «Adesso basta». L’ultima aggressione in via del Pantalone, dove un 30enne tunisino è stato trovato a terra mercoledì 4 luglio e portato poi all’ospedale, ha suscitato preoccupazione e scatenato ancora una volta la rabbia tra i residenti della zona. Via della Posta compresa, visto che spesso le violenze si spostano da quella parte, come dimostrano le coltellate degli ultimi mesi e lo scippo di qualche settimana fa. «Viviamo da anni in questa situazione e no, non possiamo più andare avanti così - dicono gli abitanti di quella parte del centro - questo è l’ennesimo sfogo, ora servono davvero provvedimenti da parte dell’amministrazione comunale. Vogliamo formare un comitato di quartiere e andare a parlare col sindaco per avere risposte chiare, per capire cosa pensa di fare per salvare questa zona. Tutto il caos deriva dall’occupazione abusiva del palazzo del Picchetto: lì non ci sono famiglie che hanno bisogno di una casa, ma spacciatori, persone violente e prostitute. Ecco, ma perché non viene sgomberato come l’ex distretto Asl di via San Gaetano?».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.16994370:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2018/06/23/news/ragazza-minacciata-col-coltello-al-picchetto-1.16994370]]
Nella zona c’è chi è disperato e non riesce a vendere la casa, «perché nessuno vuole abitare qui», chi elenca tutti gli episodi violenti dell’ultimo anno, «dalle coltellate in pieno giorno a una ragazza minacciata recentemente», e chi tenta di cercare una soluzione, «magari proprio attraverso un comitato di quartiere». Ma tutti puntano il dito sul Picchetto, che si trova all’angolo tra via del Pantalone e piazza Guerrazzi: ex struttura militare abbandonata, è occupata da oltre due anni da circa 90 famiglie. «La situazione è fuori controllo, purtroppo il caso del Picchetto è sfuggito di mano alle istituzioni e alle forze dell’ordine - attaccano ancora i residenti - bisognava intervenire prima, probabilmente adesso è troppo tardi. Per noi uscire di sera è pericoloso, figuriamoci passare davanti a quei portoni. Poi la mattina ti svegli e non sai cosa ti ritrovi sotto casa: o i vetri della macchina in frantumi o qualche siringa sui marciapiedi, per non parlare delle urla e del caos durante la notte».
Una situazione dunque insostenibile, secondo i residenti, e una rabbia amplificata dall’aggressione di due giorni fa nei confronti del giovane straniero. «Purtroppo siamo abituati, è diventata quasi una routine. Ma vi sembra normale vivere così?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
