Il Tirreno

Livorno

Porta a porta, beffa per i commercianti: niente bidoncini con le chiavi

Claudia Guarino
Porta a porta, beffa per i commercianti: niente bidoncini con le chiavi

Livorno, l’Aamps sostiene che chi vuole chiudere i cestini dei rifiuti dovrà organizzarsi da solo

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LIVORNO. C’è chi è infuriato perché non viene rispettata la tabella di marcia per il ritiro dei rifiuti porta a porta e chi, d’altra parte, è arrabbiato perché nei bidoncini, sistemati davanti alle porte dei bar e dei ristoranti, i clienti gettano di tutto, indipendentemente dal materiale che un cestino è destinato a contenere. Può capitare, così, che all’interno del contenitore riservato alla plastica siano gettati involucri di vetro e che, viceversa, nel bidoncino blu finiscano bottiglie d’acqua vuote o lattine. Ma sulla possibilità di fornire dei contenitori muniti di chiave, che possano dunque essere chiusi all’occorrenza, Aamps è chiara.

«In passato cestini di questo tipo sono stati sistemati su strade isolate - comunica l’azienda - Tuttavia, una volta constatata la tendenza all’abbandono dei rifiuti in prossimità di essi, sono stati tolti. In città, invece, non sono forniti bidoncini con chiave perché, in passato, si è manifestata l’abitudine a lasciare tali contenitori perennemente sul suolo pubblico». Quindi, aggiunge Aamps, «gli esercizi commerciali devono attrezzarsi per conto proprio se vogliono chiudere i cestini».

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E c’è chi ha effettivamente pensato di organizzarsi in tal senso, provvedendo a munire i propri bidoncini di lucchetto e catenella. È il caso di Hu Yungui, bar Papillon, viale Alfieri. «Abbiamo provato a chiedere ad Aamps i cestini con la chiave - dice il barista - Ma ci siamo sentiti rispondere che quei bidoni non sono più nella disponibilità dell’azienda. Per cui abbiamo deciso di organizzarci da soli, sistemando lucchetto e catena sui contenitori dei rifiuti. Un accorgimento, questo, necessario per evitare che passanti e clienti gettino i rifiuti nei bidoni sbagliati».

Altri commercianti si sono organizzati diversamente, come Fabio Pozzi, che gestisce un bar in via Cherubini.
«Io tengo i bidoncini dentro al locale, dietro un paravento - spiega - Tolgono spazio, ma mi è parsa comunque la soluzione migliore». Lucchetti, paraventi o - altro stratagemma usato dai commercianti - posizionamento dei bidoncini con l’apertura rivolta verso il muro. Tutti espedienti, questi, utilizzati per porre un rimedio all’uso improprio dei cestini riservati alla raccolta differenziata dei rifiuti. Ma i problemi con il porta a porta sono anche altri. «Per le attività commerciali è previsto il ritiro dell’organico ogni giorno - dice Stefano del Nista, fioraio di viale Alfieri - Ma ciò non accade. Questa settimana, ad esempio, sono stati saltati quattro turni. E non credo che questo vada bene». Una tendenza, quella al ritiro non costante dell’organico, confermata anche da Alessandro Tofani, bar Colazione da Tofani, in viale Alfieri. «Ho chiamato più volte per far presente il disservizio - commenta - Il porta a porta, decisamente, non è iniziato nel migliore dei modi».
 

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