Gioco
La casa della salute aprirà a Porta a Terra, ma nel 2019
Liovnro, in commissione il botta e risposta con le opposizioni sulla collocazione Intanto, tra pannelli e cartelli, l’ipermercato è sempre più ridimensionato
LIVORNO. «La casa della salute alle Fonti del Corallo non aprirà prima di luglio 2019, dobbiamo chiudere la fase preliminare di fattibilità entro il mese». A parlare è il direttore della zona livornese, Carlo Giustarini, subito dopo la chiusura dello streaming della seduta della quinta commissione in Comune, giustificando così il ritardo di 7 mesi sul taglio del nastro inizialmente previsto per dicembre 2018. «Il privato – spiega il rappresentante Asl – ci ha dato le mappe dei nostri spazi solo sei settimane fa». Ben altro tono rispetto alle affermazioni con le quali il sindaco Filippo Nogarin, solo pochi minuti prima, aveva infiammato le opposizioni e fatto scuotere la testa all'architetto Icilio Lanini, incaricato della valutazione, dando l'impressione di avere già in tasca «un progetto di massima per la fattibilità sostenuto con piena soddisfazione».
In realtà il primo cittadino elencava solo i vincoli di legge, come ribadito successivamente da Giustarini, che proibiscono la commistione fra negozi e ambulatori: «Struttura commerciale e sanitaria saranno in totale indipendenza, all'interno dello stesso immobile ma con ingressi e livelli separati, e orari diversi; al limite dalla galleria si potrà accedere alla farmacia comunale». Intanto i lavori di ridimensionamento dell’ipermercato a marchio Coop – per fare posto anche (ma non solo) alla Casa della salute – vanno avanti.
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In commissione per Marco Valiani (Lpt), Giuseppe Grillotti (Ll) e Marco Bruciati (Bl) la coincidenza fra il via libera alla casa della salute alle Fonti del Corallo e la stretta di mano tra Filippo Nogarin e l’assessora regionale Stefania Saccardi per il superamento dell'accordo di programma sull’ospedale a Montenero, con annessa ristrutturazione (e forse l'aggiunta di nuove volumetrie) al presidio di viale Alfieri, è sospetta tanto da far loro ipotizzare un caso di privatizzazione. «Perché si è preferito prendere in affitto i locali di Igd piuttosto che riqualificare immobili, ad esempio l'ex mercato ortofrutticolo di via Garibaldi?», chiede Valiani, e «perché proprio adesso Saccardi e De Lauretis hanno cambiato idea?», domanda Grillotti. «La commistione e l'aiuto al privato non si possono negare» rincara Bruciati, e il fatto che neanche nella sede deputata a gettare luce sul progetto dell'amministrazione per le case della salute sia emerso l'importo della locazione (fattore che avrebbe dovuto essere determinante nella scelta) non giova secondo le opposizioni a fare chiarezza.
Capitolo ospedale. «Auspico un nuovo accordo di programma entro l'anno», aveva detto Nogarin ribattendo sullo slogan elettorale della rescissione per revoca consensuale, non fosse che – come ricordava Cristina Bini (Pd) – proprio al 31 dicembre il vecchio accordo decadrà in automatico. Ma anche qui di progetti per il recupero dell'area ospedaliera non ce ne sono, salvo quelli del piano Mariotti che nel frattempo vengono portati avanti nei padiglioni. Intanto però, in tema di sanità, con la chiusura del distretto di via del Mare, il sindaco annuncia: «Per le utenze dirottate in via Peppino Impastato stiamo lavorando a bus temporanei e alla bretella di Salviano».
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