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IL PROGETTO  

Ecco i giovani del “Pop Up Garibaldi” «Per un anno a contatto con la gente»

SILVIA TROVATO
Ecco i giovani del “Pop Up Garibaldi” «Per un anno a contatto con la gente»

la storiaLe parole “Pop Up” ci fanno venire subito in mente quei bellissimi libri tridimensionali dove si aprono finestre e spazi di racconto da scoprire, seguendo una traccia che porta nuove forme a...

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la storia

Le parole “Pop Up” ci fanno venire subito in mente quei bellissimi libri tridimensionali dove si aprono finestre e spazi di racconto da scoprire, seguendo una traccia che porta nuove forme a prendere vita. Il progetto “Pop Up Garibaldi” nel complicato quartiere Garibaldi di Livorno è stato il punto focale del progetto di rigenerazione urbana Sicurezza in Garibaldi, poi Garibaldi Top, sviluppato da Confesercenti Livorno grazie ai finanziamenti della Regione Toscana e successivamente a quelli del Comune di Livorno.

Ho lavorato in questo quartiere come referente di Sociolab Ricerca Sociale, cooperativa che si occupa di politiche di partecipazione dal basso, in tutte le diverse fasi del progetto, curando la comunicazione e il coordinamento delle attività che per un anno intero hanno scosso un quartiere che negli anni ha subito un progressivo spopolamento commerciale affiancato da una crescente microcriminalità, legata in particolare allo spaccio e al consumo di droga. Sono arrivata a Livorno lo scorso anno nel mese di aprile e proprio qui alla fine ho deciso di abitare, una finestra su piazza Garibaldi e l'altra su piazza della Repubblica. Ho scoperto un quartiere verace, popolare e multiculturale, rendendomi immediatamente conto delle forti criticità ma anche di una potenziale energia di riscatto e inventiva. Nei primi mesi ho raccolto in piazza Garibaldi, la piazza più “parigina” di Livorno, con le sue baracchine verdi e i suoi tavolini sotto i tigli, testimonianze degli abitanti e racconti, organizzando una prima serie di eventi che hanno cominciato a raccogliere le persone. Non sono stati mesi facili ma sono stati fondamentali, immersa nel cuore dei problemi, per capire quali fossero gli aspetti più sensibili in cui fosse necessario entrare. Progressivamente in primis dagli abitanti è cresciuta la fiducia e sono letteralmente entrata nelle loro case, ascoltando storie del passato e del presente, aprendo i cassetti dei ricordi e delle aspettative. Nella seconda fase è arrivata l'onda creativa del Pop Up Garibaldi che ha permesso di aprire fondi sfitti del quartiere chiusi da decenni, riempiendoli di attività sociali e culturali. Così sono nati la Galleria Uovo alla Pop e gli spazi della boutique Vintage Room, la sartoria Fashion Lab Livorno, La Riusofficina, spazio di riciclo creativo e multiculturalità, il Boudoir e non Solo, dove si va dal counseling alla cucina etnica, la copisteria di World Service e lo spazio fotografico di Ops, tutte attività che oggi sono radicate in questo quartiere ruvido e generoso, che ancora oggi è pieno di conflitti accesi in cui entrare, ma in cui tutte queste energie creative sono piene di vita. Tanti altri progetti sono passati per una fase temporanea dando un contributo prezioso, spaziando dai vinili, al baratto, alle artiterapie. Ho seguito tutte le persone coinvolte vedendo nascere intorno a me comitati di quartiere spontanei che hanno organizzato cene collettive in piazza come ho visto tutte quelle persone che mi hanno accolto, salire sul palco con il laboratorio teatrale del Centro Artistico Il Grattacielo che ha portato in scena le voci che un anno fa ho iniziato ad ascoltare che raccolgono la rabbia per una condizione difficile da sostenere, come il desiderio infervorato non solo di ricordare un passato incensato, ma di entrare attivamente, ognuno con i propri mezzi, in una realtà nuova da creare, al di là di tutte le miserie che possono portare con sé povertà e segregazione sociale. Aiutando a raccontare cosa stesse muovendosi nel quartiere le pagine dei giornali hanno fatto conoscere un festival di musica e teatro organizzato dai ragazzi del Pop Up, come il crowdfunding per il primo festival di street art a Livorno organizzato dalle artiste di Uovo alla Pop che si sono messe in testa un sogno di “arte proteica”.

Dopo un anno il mio compito è esaurito e ho fatto di nuovo le valigie. Porto con me una straordinaria esperienza di vita, un anno con una variegatissima famiglia allargata, consapevole che per tutti i “popuppers” questo è un nuovo capitolo e che anche se molto avranno ancora da combattere, saranno capaci di straordinarie opere di resistenza quotidiana. —

SILVIA TROVATO

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