Gioco
Portuali, il voto è uno scossone Confermato soltanto Raugei
Eletto al primo turno anche Marco Martelli, escono di scena Boccone e Piccini Marco Dalli (numero uno di Cilp) va al ballottaggio con Alessandro Costanzo
LIVORNO. Dall’urna nel quartier generale della Compagnia portuale esce la conferma di Enzo Raugei come il più votato: hanno scritto il suo nome sulla scheda ben 177 dei 281 portuali (su 340) che sono andati a votare nel salone del Lem, al primo piano della “fortezza” del Palazzone di via San Giovanni. Sessantatré anni compiuti a maggio, da una dozzina al timone della coop dei portuali dopo la lunghissima era dei Piccini padre e figlio.
Ma la continuità con il precedente consiglio finisce qui, il resto è uno scossone, anzi tre. La ragione, però, è soprattutto una: continuano a essere in affanno i conti della cooperativa di lavoratori più importante della città e, venduta buona parte dei “gioielli” del proprio patrimonio, ora si va sui contratti di solidarietà e sul taglio delle buste paga.
Il primo scossone? È il balzo che ha fatto entrare in orbita Marco Martelli: 172 voti – appena cinque meno di Raugei – per il quarantaseienne consigliere comunale Pd, che in Compagnia lavora sulle banchine come scaricatore.
Il secondo è l’uscita di scena di due dei quattro esponenti del precedente consiglio: Riccardo Boccone finisce quinto (con 49 voti) e Stefano Piccini ottavo (con 29); nel tabulato con il verdetto delle urne troviamo anche Alessio Prosperi con 42 preferenze e Flavio Mattei con 36 (mentre ha raccolto limitati consensi la novità delle prime donne in lizza: Isabella Isetto e Serena Cassarri).
E’ però il terzo tassello del puzzle che sarà decisivo per gli equilibri all’interno della roccaforte dei portuali e ne determinerà il futuro: i primi due seggi sono stati conquistati già al primo turno da Raugei e Martelli perché, totalizzando l’uno il 63,0% e l’altro il 61,2%, hanno superato la soglia della metà dei votanti prevista per l’elezione diretta.
Resta dunque solo un seggio da attribuire mediante ballottaggio, visto che i posti in consiglio d’amministrazione sono scesi da quattro a tre in base alla modifica votata dall’assemblea dei lavoratori: ed è proprio su questo terzo posto che duelleranno Marco Dalli e Alessandro Costanzo. Il primo, 56 anni, è da tempo un dirigente di primissimo piano: presidente di Cilp (l’alleanza al 50% con Negri-Neri), consigliere del terminal Tdt e amministratore delegato del Faldo. Il secondo, classe 1960, è un preposto, cioè una sorta di caporeparto in servizio sulle banchine.
Li separa un pugno di voti: Dalli è a quota 71 schede contro le 67 di Costanzo. Dunque, è ancora da vedere se al termine del secondo round si avrà un consiglio con gli uscenti (Raugei e Dalli) più un nuovo ingresso (Martelli) oppure se, al contrario, i volti nuovi saranno due su tre. Anche in passato non sono mancati gli avvicendamenti all’interno del consiglio, ben altra cosa sarebbe se il vertice della Compagnia venisse rinnovato per due terzi.
Sarebbe un ciclone mai visto dalle parti del Palazzo del Portuale, almeno nella storia recente. E da Raugei arriva una dichiarazione che vale una sorta di sostegno esplicito a Dalli: «Le questioni che abbiamo davanti – afferma – richiedono esperienza: abbiamo da superare prove difficili. Ben venga il nuovo ingresso in consiglio, ma attenzione alla grande complessità delle scelte che dobbiamo saper gestire». —
MAURO ZUCCHELLI.
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