Gioco
Salva mamma e figlia dal rogo «Merita la cittadinanza italiana»
l’incontro LIVORNO . «Quando ho capito cosa era accaduto e ho visto due persone al primo piano sono corso a prendere una scala da casa mia. Sono salito e ho estratto, non senza difficoltà, prima la...
l’incontro
LIVORNO . «Quando ho capito cosa era accaduto e ho visto due persone al primo piano sono corso a prendere una scala da casa mia. Sono salito e ho estratto, non senza difficoltà, prima la figlia e poi la madre. Non è stato semplice, ma mi è venuto d’istinto». Qato Nertil, 31 anni, racconta così al sindaco di Livorno Filippo Nogarin i tragici momenti vissuti giovedì scorso in via del Seminario quando l’appartamento al numero 33 è esploso e il trentunenne ha salvato Margherita Roccanova, 57 anni e la figlia di 14 anni che abitano al primo piano al civico 35.
Un gesto di coraggio che ha spinto il primo cittadino a incontrarlo e a promettere per lui un riconosciuto della Prefettura il gesto eroico. «Domenica – spiega Nogarin – abbiamo appreso che Angela Tarroboiro, la donna che abitava al piano terra, è deceduta in seguito alle ustioni riportate. Questo ci addolora profondamente. Il bilancio avrebbe potuto essere ancora più tragico se non fosse stato per l’intervento di Qato Nertil, che da solo è riuscito a portare in salvo le due donne. Un gesto di coraggio estremo che vorrei fosse riconosciuto ufficialmente. Per questo mi sono già messo in contatto con la Prefettura, chiedendo un impegno in questa direzione».
Nertil, originario dell’Albania, da sei anni si è trasferito a vivere in Italia dopo un’esperienza lavorativa in Grecia. Qui a Livorno si è ricongiunto con la sorella, gli zii e i cugini e ha iniziato a lavorare nell’impresa di ristrutturazione edile dello zio. Impresa che, come molte altre, ha subito gli effetti della crisi economica, tanto che 16 mesi fa Nertil ha perso il proprio impiego e da allora è in cerca di un lavoro. Ha però conservato un furgone e alcuni attrezzi che si sono rivelati importantissimi nel salvataggio. «Nertil – conclude il sindaco – è regolare e ancora non ha la cittadinanza italiana, visto che la legge impone 10 anni di residenza nel nostro Paese. Mi torna in mente il presidente francese Macron che ha deciso di regolarizzare e dare la residenza il 28 maggio scorso a quel ragazzo del Mali che ha salvato un bimbo arrampicandosi su un palazzo. Mi piacerebbe si potesse fare qualcosa di simile. Sarebbe un segnale straordinario». —
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