Il Tirreno

Livorno

Licenziamenti Alp prova di conciliazione all’Autorità portuale

C.G.
Licenziamenti Alp prova di conciliazione all’Autorità portuale

I rappresentanti di Unicobas accetteranno solo il reintegro.  Altrimenti venerdì sarà organizzato lo sciopero generale

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LIVORNO. I rappresentanti di Unicobas hanno annunciato che, durante l’incontro di conciliazione in agenda oggi, accetteranno solo un esito: il ritiro delle lettere di licenziamento. Tutte. Altrimenti venerdì sarà sciopero generale. È con questo spirito che nel pomeriggio i sindacalisti di Unicobas si presenteranno nella sede dell’Autorità portuale, dove avrà luogo il tentativo di conciliazione, richiesto tempo fa dallo stesso stesso sindacato di base, in merito alla vertenza aperta per il reintegro dei cinque lavoratori di Alp (Agenzia per il lavoro portuale), che hanno recentemente ricevuto lettere di licenziamento.

Ciò che chiedono il segretario provinciale Unicobas Claudio Galatolo e il responsabili del settore porto Massimo Mazza è, appunto, il reintegro immediato dei cinque lavoratori Alp.

Qualora una possibilità del genere non si dovesse verificare, venerdì prossimo, 6 luglio, sarà organizzato uno sciopero generale cittadino e una manifestazione di protesta, come hanno ribadito ieri gli stessi sindacalisti di Unicobas, presenti con volantini e gazebo in piazza del Municipio, davanti al Palazzo comunale.

È da aggiungere che rappresentanti sindacali, compreso lo stesso Massimo Mazza, hanno partecipato anche alla manifestazione antifascista che si è tenuta sabato scorso a Genova con il proprio striscione. «Alp Livorno. Reintegro subito», era possibile leggere su un grande cartellone rosso.

La lotta, insomma, sembra tutt’altro che sopita. Galatolo, d’altra parte, si era detto pronto a percorrere «tutte le strade possibili» per ottenere il reintegro dei cinque lavoratori. Il licenziamento dei quali, secondo il presidente di Alp, Massimo Provinciali, sono riconducibili, come aveva dichiarato qualche giorno fa, a «un episodio che si è verificato il mese scorso», quando «questo gruppo di lavoratori ha interferito con le operazioni di scarico di una nave fatte da altri operatori», nell’area di Ltm, rivendicando il diritto di svolgere quelle mansioni. Per la società è stato un «atto di insubordinazione, come da contratto collettivo» e dopo le lettere di contestazione ha deciso per il licenziamento.

Una decisione, quella di Alp, che secondo Unicobas è invece è legata ad «accuse pretestuose e false. Ci teniamo a sottolineare - si legge in una nota - che questi eventi si verificano non solo a Livorno, ma anche in altri porti italiani, come di recente a Genova e Trieste, ma in questi due casi l’unità dei lavoratori è riuscita a impedire l’ennesima forzatura sulla deregolamentazione dei porti». —


 

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