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Minacce al consigliere Bastone, l’ira di Nogarin: «Una vergogna»
Livorno, il sindaco interviene sulle intimidazioni all’ex capogruppo dei 5 Stelle: «Questa non è Livorno»
LIVORNO. Da una parte l’indignazione e la rabbia per una serie di atti vandalici, dalle gomme forate ai biglietti intimidatori, che sono da condannare sotto ogni punto di vista. Dall’altra la vicinanza e la solidarietà, da parte delle varie forze politiche, al consigliere comunale M5s che è finito nel mirino per due rivoluzioni della giunta pentastellata, la raccolta dei rifiuti porta a porta e le strisce blu in diverse zone della città. «Grazie a tutti», risponde su Facebook Francesco Bastone, chiaramente scosso e preoccupato per le minacce ricevute nell’ultimo mese. Intimidazioni rivelate dal Tirreno sull’edizione di ieri, un servizio condiviso sui social da tantissimi lettori che hanno pubblicato la foto della pagina con l’articolo e un commento di solidarietà.
«Sono vicino all’amico Bastone e alla sua famiglia», ha scritto Filippo Nogarin su Facebook, postando anche il titolo del nostro articolo di ieri. «Appena sveglio - è il commento del sindaco pentastellato - ho letto questa notizia sul Tirreno. È persino superfluo lanciarsi in profonde invettive e moti di sdegno per quanto accaduto: mi limito a un semplice quanto netto “vergogna”. L’autore di questo reiterato gesto, spiegato con motivazioni a dir poco imbarazzanti, dovrebbe solo andarsi a nascondere». E poi ha aggiunto: «Di una cosa sono certo: questa non è Livorno». Parole ripetute da decine di attivisti M5s, ma anche dai volti di riferimento delle altre correnti politiche della città. «Sì a un confronto civile, no alle intimidazioni», il comunicato invece della Cgil.
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L’ex capogruppo in consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle - nell’ultimo mese - ha trovato prima una gomma della sua auto tagliata, poi un biglietto intimidatorio sul parabrezza dello stesso mezzo (“Livorno non vuole la porta a porta, Livorno non vuole le strisce blu”) e infine un altro pneumatico trinciato insieme a un altro foglietto con le stesse parole. Tre attacchi nel giro di qualche settimana e due denunce alla polizia da parte dell’ingegnere, con il caso in mano alla Digos. E sul responsabile, «forse un conoscente» come ipotizza lo stesso Bastone, si è scagliato contro anche il meetup M5s Livorno: «Vigliacco, subdolo e ancora vigliacco. Una persona che intimidisce non meriterebbe tutta questa considerazione, a dire il vero, perché si autoesclude dalla sfera dei rapporti sociali su cui si costruisce una comunità. Francesco è un lavoratore che ha messo la sua professionalità al servizio della città: lui è tutto ciò che tu non sei. Costituisciti e chiedi scusa o, semplicemente, riparti da zero. In caso contrario, dovrai intimidire migliaia di persone perché, oggi più che mai, noi siamo Francesco Bastone».
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