Il Tirreno

Livorno

Bracciale agli spazzini, c'è l'accordo con i sindacati

Mauro Zucchelli
Bracciale agli spazzini, c'è l'accordo con i sindacati

Livorno, ritirato l’apparecchio già consegnato, l’azienda mette sul tavolo anche l’assunzione di 19 operatori: «Niente controlli a distanza sugli addetti»

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LIVORNO. Alla fine è arrivato l’accordo sull’utilizzo del braccialetto elettronico nello svuotamento dei cestini della spazzatura: l’hanno firmato le sigle sindacali Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel e l’azienda Avr che svolge questo servizio per conto di Aamps. L’intesa è arrivata dopo che in aprile era esplosa una durissima contrapposizione frontale con i sindacati che temevano un caso Amazon-bis. Al fattoquotidiano.it che ha anticipato la notizia, il sindaco ha detto quel che poi ha ripetuto via social: era una fake news, il paragone con il caso Amazon era sbagliato. Di tutt’altro avviso la Cgil: l’unica fake news era quella di chi a aprile diceva che era garantita l’assenza di controllo a distanza, che invece era possibile tramite i braccialetti. Ma su Facebook il sindaco ha ribadito che era erroneo definirli braccialetti elettronici.

In realtà, è difficile definire diversamente qualcosa che sta al polso del lavoratore e che “dialoga” con il cestino mandando il segnale a una centrale operativa che raccoglie i dati. E se ci sono voluti due mesi di trattative e un lungo documento dettagliato, probabilmente la discussione non era sul nulla. Basti dire che per far quadrare il cerchio l’azienda ha messo sul tavolo anche 19 assunzioni. Ma soprattutto il punto-chiave (che avrebbe dovuto esser lampante fin dall’inizio): per mettere in funzione un dispositivo che può avere tali potenzialità non basta semplicemente farlo trovare ai lavoratori un bel mattino all’improvviso, c’è bisogno di un accordo nero su bianco con i sindacati. «Anche se l’utilizzo era previsto dall’azienda solo in via sperimentale e senza alcun trattamento di dati e, altresì, senza alcun forma di controllo a distanza, – viene sottolineato nel documento congiunto – tale introduzione aveva sollevato le veementi istanze dei sindacati: oggi invece le parti vogliono dare dimostrazione che con il confronto si possono raggiungere innovativi e importanti risultati». Appunto.

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Ad esempio, sarà ritirato il vecchio apparecchio consegnato a aprile e previsto un nuovo dispositivo: sarà scelto «di comune accordo» («nessuna delle due parti si oppone alla tecnologia ma dev’essere al servizio dei cittadini e non ledere i diritti dei lavoratori»). Dunque, si punterà su qualcosa di «diverso dal braccialetto» che servirà a quanto dichiarato dall’azienda: «censire il quotidiano svuotamento dei cestini e verificarne il posizionamento georeferenziato su base settimanale».

Per evitare margini di fraintendimento o utilizzi impropri, sindacati e azienda concordano di affidare non alla buona volontà unilaterale dell’azienda bensì a una intesa specifica il fatto che si userà sì la tecnologia satellitare ma «con la sola finalità di accertare lo spostamento non autorizzato dei cestini». Per capirci: avverrà «al massimo per un turno settimanale». Non solo: l’azienda si impegna a «non utilizzare, in nessun caso, lo strumento a fini di controllo a distanza» e in specifico verbale ne viene confermata, da un lato, «l’impossibilità tecnica» e, dall’altro, «la volontà dell’azienda di astenersi da qualsiasi forma di controllo a distanza». A ciò si aggiunga che riguardo a attestazione elettronica di svuotamento e a verifica della posizione del cestino, i dati «non verranno mai trasmessi in tempo reale all'azienda, ma verranno memorizzati nello strumento e trasmessi a fine turno o prima del turno successivo»: insomma, così facendo il controllo dei lavoratori rimane «prerogativa dell’azienda ma solo attraverso altri lavoratori».

Nel documento si insiste sul fatto che verrà garantito il «totale anonimato dei lavoratori», su un server Avr e ad Aamps saranno trasmesse «con la garanzia del totale anonimato dei lavoratori».
 

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