Il Tirreno

Livorno

Alla Terrazza Mascagni la manifestazione che chiude il trittico conquista il “palco” del sabato A dieci remi secondo il Borgo. Tra i giovani vince l’Ovosodo, sorridono le ragazze del Salviano 

Il cavallino corre più della balena Venezia si prende Palio e rivincita

Juna Goti
Il cavallino corre più della balena Venezia si prende Palio e rivincita

LIVORNO La rivincita è servita. Il cavallino del Venezia è tornato a correre più veloce della balena bianconera del Borgo cappuccini. Balena che in uno striscione tirato fuori in mezzo al mare dai...

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LIVORNO

La rivincita è servita. Il cavallino del Venezia è tornato a correre più veloce della balena bianconera del Borgo cappuccini. Balena che in uno striscione tirato fuori in mezzo al mare dai rossobianchi subito dopo il traguardo, è finita arpionata da un veneziano con una doppia ancora tatuata sul braccio.

Così lo Sgarallino, partito dalla boa numero uno, dopo il trionfo a inizio stagione nella Coppa Risi’atori, si è portato in cantina anche l’ottantunesima edizione del Palio marinaro, la gara regina del trittico remiero.

Una gara bella e affatto scontata, visto che il Borgo (sorteggiato nella vicinissima boa tre) aveva vinto non solo l’edizione 2017 del Palio, ma anche l’ultima edizione della Barontini. Così, davanti alla Terrazza Mascagni colorata da un bel pubblico, è andata in scena una sfida nella sfida che a dieci remi ha fatto sorridere il Venezia.



In mare, in mezzo ai tre giri di boa, si sono visti duelli per le posizioni di testa e di coda, con il Venezia che ha vogato più forte di tutti, sempre davanti da solo nel rettilinio finale. I tempi stampati sul cronometro dalla giuria Uisp con Roberto De Majo, raccontano così gli sforzi degli otto equipaggi in mare: Venezia (9’ 47’’ 70), Borgo (9’ 56’’67), Ovosodo (10’ 06’’ 81), Pontino (10’ 09’’ 68), Ardenza (10’ 22’’ 74), San Jacopo (10’ 24’’ 73), Labrone (10’ 37’’ 29), Salviano (10’ 39’’ 46).



I veneziani sullo scacchiere festeggiano e si lasciano andare ai sorrisi quando dalla torretta centrale, accanto a Massimiliano Bardocci, lo speaker Roberto Cipriani si mette a gridare nel microfono che «il cavallino rosso corre più di Varenne». «Era da un anno che aspettavamo questo momento», non sta nella pelle il vicepresidente rossobianco Emiliano Fanelli, che si regala un sessantacinquesimo compleanno da ricordare: «Perché lo dico sempre... la Risi’atori è la gara vera, la Barontini è la gara bella, ma tutti vogliamo vincere il Palio». «È dal 2009 – ripete – che questo gruppo ci riempie di felicità, e oggi la felicità ha i colori del Venezia».

Poi lancia il remo in direzione di Fabrizio Pedani, l’allenatore, «il nostro oracolo», che parla di una «gara bellissima» e dice che i suoi ragazzi hanno battuto «dei grandi avversari, grandi anche loro». In barca ci sono: Nicholas Crovetti al timone, Alessio Baldacci, Marco Mattiassi, Leonardo Giuliani, Francesco Meoni, Federico Lonzi, Michele Ferretti, Jonathan Bulfon, Cristiano Novelli, Matteo Pedani, Andrea Florio.



La festa del Venezia, come da tradizione, va avanti fino a tarda sera nella cantina che si affaccia sui fossi medicei, in mezzo a settanta porzioni di lasagne fatte in casa. Come da tradizione suonano anche le campane del campanile che guarda dall’alto il rione dei canali. Questa volta non c’è don Emilio a farle cantare, perché impegnato all’estero. Così dalla chiesa parte la chiamata verso la Polonia dal telefono di padre di Michele, che alla fine riesce ad azionare il meccanismo celestiale e a far partire la festa.



Nelle gare sulle gozzette a quattro remi, partite nel tardo pomeriggio, sono stati invece i ragazzi under 18 dell’Ovosodo ad alzare i remi al cielo dopo una sfida avvincente, mentre tra le ragazze a sorridere sono state le atlete del Salviano.



Il Palio ha così fatto il suo debutto di sabato, dopo che per decenni le sfide a dieci remi si sono accese la domenica pomeriggio. La Terrazza Mascagni è piena e il presidente del comitato organizzatore, Maurizio Quercioli, è soddisfatto: «Ci tengo a ringraziare i volontari che hanno lavorato per la manifestazione e al campo di regata. Il sabato? Diciamoci la verità, all’inizio non ci ho dormito, ma la scommessa è riuscita. La scelta di fare la gara il sabato sera va incontro anche alle nuove generazioni, nel pubblico ho visto tanti ragazzi».



È qui che Quercioli butta lì una proposta destinata a far discutere il già rumoroso mondo del remo. «Il Palio – dice – era andato giù, in questi anni abbiamo avuto il coraggio di cambiare, lo scorso anno abbiamo spostato l’orario, quest’anno il giorno. Abbiamo dipinto con i colori dei rioni tutte le barche. Insomma, abbiamo cercato di darci da fare per cambiare le gare remiere. A questo proposito, ho appena chiesto ai presidenti e ai vice dei comitati organizzatori di tutte le gare di fare qualcosa insieme: la mia proposta, pur mantenendo ognuno la propria identità, è di fare una sorta di super comitato organizzatore per tutte le gare. Anche litigando, ma proviamoci...». Intanto è stato staccato l’assegno per i nuovi gozzi in vetroresina: così quello appena passato potrebbe essere stato l’ultimo Palio con le storiche barche di legno. —

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