Il Tirreno

Livorno

porto 

Licenziamenti all’Alp L’azienda: hanno fatto qualcosa di grave

I vertici della società: spetta all’azienda decidere sul lavoro Per la Filt Cgil ci sono i margini per evitare soluzioni choc

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Non accenna a placarsi lo scontro sul licenziamento dei 5 addetti di Alp in porto: e se Unicobas ha annunciato lo sciopero generale cittadino, dal consiglio d’amministrazione della società va al contrattacco per dire che quei lavoratori hanno compiuto «una grave violazione dei doveri di ogni dipendente titolare di un contratto di lavoro subordinato». L’azienda si dice disponibile al confronto ma ripete che «non intende recedere dalle sue prerogative e dai diritti che a essa derivano dalla legge e dal contratto collettivo», visto che ne va della «sua stessa esistenza».

Sulla vicenda interviene il sindacato Filt Cgil: lo fa per dire la «nostra ferma convinzione che vi siano tutti i presupposti per il riassorbimento dei lavoratori raggiunti dal provvedimento di licenziamento».

In realtà, nella stessa giornata la nota firmata dall’amministratore delegato Luca Becce sottolinea che i lavoratori licenziati «si sono arrogati il diritto di decidere sul proprio avviamento al lavoro» («per di più in spregio ai vincoli» previsti dal «vigente contratto integrativo aziendale»).

Nel documento si mette l’accento su tre aspetti. Il primo: si è trattato di una «autoconvocazione al lavoro» fatta «usando indebitamente strumenti aziendali». Il secondo: l’auto-avviamento al lavoro è derivato da «una valutazione discrezionale» dei lavoratori, che «non si sono neanche preoccupati di richiedere preventivamente chiarimenti all’azienda in merito alla situazione riscontrata, come moltissime altre volte era accaduto». Il terzo: il cda fa riferimento a «precedenti disciplinari sanzionati e con sanzione erogata e definitiva » relativa a «comportamenti simili, seppur di molto minore gravità». L’azienda ribadisce che in altre circostanze era saltato fuori il tentativo di autoassegnarsi «la facoltà di decidere se eseguire una lecita disposizione aziendale o meno» e in vari faccia a faccia con la Rsu era stato «chiaramente sottolineato che l’azienda non avrebbe potuto accettare una attenuazione del proprio dovere di conduzione del rapporto di lavoro». Per Becce è «vergognoso, anche se non sorprendente, il tentativo di buttare in politica un fatto semplice, magari prospettando scenari inesistenti e prevaricazioni mai perpetrate».

A giudizio di Filt, è un tema che interessa «tutti i lavoratori del porto dei quali vogliamo salvaguardare i diritti in relazione alle prospettive e le trasformazioni che collettivamente dovremo affrontare». La Filt apprezza l’attenzione dei lavoratori «su dubbi sul rispetto della legge e della contrattazione» e, dopo il chiarimento con i vertici Alp, auspica che situazioni di questo genere non si ripetano. Comunque, rileva che può esserci il margine per una soluzione non traumatica. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web