Il Tirreno

Livorno

borse di studio 

Nautico, agli studenti più bravi il premio della famiglia Neri

Nicolò Cecioni

La prof. Palamidessi: «Noi la scuola più cattiva? No, anzi offriamo opportunità» L’imprenditore: «Il rapporto con quest’istituto spero vada avanti all’infinito»

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LIVORNO. «Siamo stati etichettati come la scuola più cattiva d'Italia, con il nome del nostro glorioso Nautico che è andato alla ribalta nazionale a causa di una classe in cui nessuno è stato promosso a giugno. Ma ci tengo a chiarire alcune cose per fare chiarezza sulla questione». Ha voluto prendere le difese della sua scuola Laura Palamidessi, la vicaria dell'Istituto Cappellini, ieri alla cerimonia delle consegne delle borse di studio ai maturandi più meritevoli da parte della famiglia Neri.

Protagonisti l’imprenditore Piero Neri, gli addetti ai lavori dell'azienda, i ragazzi e i loro genitori. Gli studenti che hanno ricevuto la borsa di studio sono stati Samuele Marianucci, Nicolas Barontini, Fabiana Amato e Alexander Pizzinga dell'indirizzo “Conduzione del mezzo navale” e Giorgio Callipo e Giovanni Galli dell'indirizzo “Conduzione apparati impianti”. Ad applaudire e consegnare i diplomi agli studenti è stato lo stesso Piero Neri. «Il rapporto tra Neri e Nautico è una tradizione che spero vada avanti all'infinito – ha detto – perché la scuola e il mondo del lavoro devono comunicare il più possibile per formare personale valido e preparato. Con le innovazioni scientifiche e la tecnologia avanzata non basta avere esperienza “pratica” di mare come una volta. Le navi si manovrano con i computer :bisogna aver studiato per stare al passo con i tempi. E dal Nautico vengono fuori collaboratori molto preparati».

«Questa è una scuola – hanno detto Giorgio Callipo e Giovanni Galli – che ti chiede tanto, ma ti dà anche tanto. Servono impegno, passione e amore per il mare. Inoltre grazie al Nautico abbiamo avuto la possibilità di fare tante esperienze formative come l'alternanza scuola lavoro a bordo della Toremar».

Tornando alla difesa della propria scuola, Palamidessi ha spiegato che il Nautico non è affatto una scuola “cattiva”, ma che servono impegno e dedizione per passare. «Prima di tutto non è detto che chi non è passato a giugno, non riesca a farlo a settembre. Molti alunni sono stati semplicemente rimandati con una materia e dunque è molto probabile che accederanno alla classe successiva. Poi vorrei sapere se il titolo di “scuola più cattiva d'Italia” ce lo siamo davvero meritati oppure no. In ogni caso, dovrebbe portare tutti a fare una seria riflessione sul sistema scolastico».

La prof ha ribadito che «qui non si martorizza nessuno: anzi, come si può vedere il Nautico mette a disposizione dei ragazzi i migliori strumenti per poter mettere in pratica ciò che si studia sui libri. Dedizione, responsabilità, partecipazione a progetti e raggiungimento dei propri obiettivi sono tutti principi che questa scuola condivide e che mette in atto ogni giorno. Grazie al rapporto con le aziende sul territorio, i nostri alunni possono fare esperienze formative come Erasmus, alternanza scuola-lavoro e progetti all'estero. Ecco perché mantenere questa collaborazione con la famiglia Neri è fondamentale». —

Nicolò Cecioni .

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