Gioco
Esplode la casa la proprietaria è in fin di vita «C’era benzina»
Lo scoppio al piano terreno, intossicate anche due vicine Sequestrata una tanica: c’è l’ipotesi di un gesto volontario
LIVORNO
I vicini raccontano di «un’esplosione paurosa simile a una bomba» che poco prima delle 14 ha squarciato il silenzio nella zona intorno alla chiesa di Sant’Andrea, tra il Cisternone e piazza della Repubblica. E poi del rumore dei detriti che piovono dal cielo dopo la deflagrazione e finiscono a terra, lungo la strada e sulle auto parcheggiate lungo via del Seminario: brandelli di infissi, intonaco e pezzi di vetro, soprattutto. Infine le fiamme che escono dall’appartamento al numero 33, piano terreno, e il fumo, denso e grigio, che sale verso i piani superiori dello stabile accanto, il civico 35. Un attimo dopo è il caos: ambulanze, agenti della polizia in tenuta antisommossa, carabinieri, vigili del fuoco, persone in strada che scappano o si affacciano alle finestre per capire o aiutare.
Tre le persone ferite. La più grave è la proprietaria dell’immobile, una cinquantenne di origini piemontesi. I vicini che sono usciti e l’hanno soccorsa dopo l’esplosione parlano di «una scena agghiacciante: era avvolta dalle fiamme e a stento l’abbiamo riconosciuta».
Trasportata al pronto soccorso la diagnosi lascia poche speranze: ustioni sul 95% del corpo, tanto che i medici hanno deciso di trasferirla d’urgenza al centro grandi ustionati di Pisa nel tentativo disperato di salvarla. Risultano invece intossicate madre e figlia, di 57 e 15 anni, che abitano al primo piano del palazzo a fianco e che dopo l’esplosione hanno respirato il fumo. «Erano molto spaventate – racconta il responsabile del 118 – ma le loro condizioni non sono preoccupanti».
A tarda sera, dopo ore di accertamenti nell’appartamento da parte dei vigili del fuoco e poi del reparto del nucleo investigativo dei carabinieri, si è fatta strada l’ipotesi più inquietante che potesse spiegare l’esplosione: che ad innescarla sia stata proprio la proprietaria dell’immobile. In un primo momento, infatti, anche gli inquirenti, hanno pensato a una perdita di gas e a una scintilla che avrebbe causato lo scoppio.
Ma fin dal primo momento, in questa ricostruzione, qualcosa non tornava. «Quando siamo arrivati – racconta chi è intervenuto – abbiamo trovato le fiamme al piano di sotto, una sorta di cantina trasformata in taverna e il piano terreno intatto». Ecco perché è stato escluso che l’incendio potesse essere divampato in cucina.
E allora che cosa può essere successo? La possibile svolta nelle indagini è arrivata quando i vigili del fuoco, durante l’ennesimo sopralluogo, hanno trovato e sequestrato una tanica di benzina mezza vuota all’interno dell’appartamento. Possibile che la donna abbia aperto il gas, sparso il contenuto mancante del combustibile al piano inferiore e poi acceso una fiamma facendo esplodere l’appartamento? Un’ipotesi sulla quale i carabinieri stanno lavorando e che potrebbe spiegare il perché la deflagrazione sia partita proprio dal piano inferiore. «Se fosse così – si lascia andare un investigatore – poteva essere una strage». Anche se gli stessi inquirenti non tralasciano nemmeno l’ipotesi del tragico incidente.
Dalle prime verifiche strutturali, in particolare al palazzo al numero 35 di via del Seminario, dove oltre alle due donne intossicate abitano altre cinque famiglie, lo stabile risulta, al momento, in buona parte agibile. Il problema principale, infatti, riguarda proprio l’abitazione al primo piano. Lo scoppio ha causato l’innalzamento di almeno mezzo metro del solaio dell’abitazione che ha costretto i vigili del fuoco a dichiararlo inagibile mentre il terreno è sotto sequestro. In ogni caso le famiglie che abitano al civico 35 sono state invitate a lasciare le proprie abitazioni per permettere di ultimare tutte le verifiche.
Il dramma che si è consumato ieri in via del Seminario è il secondo in meno di 48 ore in città. Martedì sera, infatti, un incendio in un appartamento di via Ernesto Rossi ha provocato l’intossicazione di quattro persone. La più grave, la donna di 76 anni che abita nell’appartamento dove si sono propagate le fiamme è ancora ricoverata in condizioni serie all’ospedale di Livorno. Sono state invece dimesse sopo poche ore le altre tre persone intossicate. —
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