Il Tirreno

Livorno

Corsa all’acquisto di case nella Venezia Grassi: macché fascino, costano meno

Mauro Zucchelli
Corsa all’acquisto di case nella Venezia Grassi: macché fascino, costano meno

Rallentano le compravendite e il mercato immobiliare si spezzetta: ecco i quartieri che volano e quelli che restano al palo

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LIVORNO. Fa un balzo il numero delle compravendite di case nella zona della Venezia: più 52% nell’ultimo anno. Dietro potrebbe esserci la riscoperta del fascino del centro storico da parte di una città che, magari in forme contraddittorie, prova a darsi anche un volto meno sciatto, meno trasandato.

È uno scenario che non convince granché l’architetto Sirio Grassi, presidente dell’Asppi, l’associazione dei piccoli proprietari immobiliari: «In realtà, non c’è la voglia di farsi stregare da un quartiere affascinante bensì semplicemente il bisogno di comprar casa al prezzo più basso possibile». Insomma, non è un segnale positivo, a giudizio dell’architetto, quanto invece la spia del fatto che il centro storico ha qualche problema: «In altre città e vedrete che il centro storico ha quotazioni immobiliari ben più alte di altre zone. Qui a Livorno, no. Il motivo? Il centro storico ha la “febbre”...».

Ci siamo lasciati alle spalle la crescita record delle compravendite immobiliari: più 25,3% nel 2016 rispetto a dodici mesi prima. Un dato contrassegnato dal fatto che, a eccezione della fascia periferica nord, l’impennata era un po’ ovunque e abbastanza omogenea, non di rado fra 25 e 35%.

A distanza di appena un anno, ecco che il dossier dell’Osservatorio mercato immobiliare appena sfornato dall’Agenzia delle Entrate fotografa una situazione ben differente (e lo fa con la forza di prendere in esame non stime o aspettative bensì i dati reali delle case effettivamente compravendute): è come se l’andamento di mercato si fosse frantumato in tanti segmenti, pezzi di domanda che hanno dinamiche assai diverse l’uno dall’altro.

Intanto, il primo dato lampante è la frenata degli acquisti: le compravendite continuano a crescere e raggiungono quota 1.813 a Livorno città (e quasi 4.300 su scala provinciale), ma l’incremento su base annua non vola più con percentuali a due cifre, semmai ne basta una e neanche tanto entusiasmante (più 3,3%). Ben al di sotto dello standard regionale (più 5,6%), ma dentro una Toscana che oscilla di venti punti percentuali fra il netto calo di Siena (meno 7,2%) e il robusto incremento di Lucca o Prato (più 14%).

Ma questa differenziazione non è che lo specchio su scala regionale di qualcosa che possiamo trovare anche all’interno dei confini municipali. Nelle 17 zone di Livorno ben sei volte compare il segno “meno” per indicare un arretramento delle compravendite: dalla Terrazza a Quercianella così come nella zona fra Cisterone e Coteto passando per ospedale e stazione (meno 2,1%), fra piazza del Municipio e Repubblica-Cavour (meno 5,8%), nella periferia che copre Salviano, Leccia-Scopaia e La Rosa (meno 7,5%). Al tempo stesso, al di là del caso Venezia, fra Sorgenti e Shangai gli acquisti di case corrono: più 38,5%. Ma con un calo di quasi tre punti dei prezzi. Un flash che porta acqua alla tesi di Grassi: caccia alla casa al minor costo e subito, perché si teme l’aumento dei tassi dei mutui.
 

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