Sicurezza
L’adolescenza a Salviano, i tre figli e le difficoltà: «Addio Giada, è terribile»
Livorno, la 41enne livornese lascia anche una sorella e due fratelli Casalinga, da tre anni viveva in quella casa popolare tra la stazione e i Salesiani
LIVORNO. Viveva in quella casa popolare tra la stazione centrale e i Salesiani da circa tre anni, Giada. Casalinga, tre figli, era cresciuta nel quartiere di Salviano in mezzo a mille difficoltà, prima di trasferirsi in quell’appartamento al terzo piano di un condominio di via Ademollo. Dove il suo cuore ha smesso di battere due giorni fa, tra i primi sospetti sul compagno e la disperazione dei vicini per la tragedia. Giada Bartolini, 41 anni, livornese, è morta in circostanze ancora da chiarire: saranno i risultati dell’autopsia, che verrà eseguita oggi, a certificare l’ora del decesso e a permettere agli inquirenti di ricostruire quanto accaduto. «È stato lui, è stato lui», hanno raccontato alcuni residenti della zona puntando il dito contro il compagno Nabil Krimi, con l’ipotesi dell’omicidio non esclusa anche per via di una ferita profonda alla testa della donna. Ma lui, interrogato per ore nella notte tra martedì e ieri, ha raccontato di averla «trovata morta quando sono rientrato a casa, poco prima delle 21».
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La 41enne è cresciuta in un contesto particolare, insieme alla sorella Erika e ai fratelli Jari e Yuri. La famiglia Bartolini è molto conosciuta nella zona di Salviano: il padre Luciano, per tutti “l’indiano”, ha frequentato bar e circoli del quartiere per anni. Giada si era poi trasferita nelle vicinanze della stazione centrale, in quell’alloggio popolare in cui purtroppo ha perso la vita, mentre la sorella Erika abita a Shangai. E il decesso ha sconvolto tutti, anche per i sospetti – almeno nei primi momenti – su eventuali responsabilità del compagno di nazionalità tunisina. «Giada è stata sfortunata sotto ogni punto di vista – raccontano le amiche con cui è cresciuta a Salviano, oggi sotto choc – purtroppo ha dovuto affrontare diverse peripezie, sia quando era una ragazzina che negli anni successivi, e ha sempre reagito a testa alta, andando avanti con coraggio e voglia di riprendere in mano la sua vita».
Ma purtroppo è rimasta vittima di un destino crudele, con cause ancora da chiarire dopo i primi rilievi della polizia scientifica. «È una tragedia, una tragedia che lascia davvero senza parole – continuano – e non sapere i motivi con precisione, amplifica il dolore e la rabbia. Ultimamente l’avevamo persa di vista, ma resterà per sempre nei nostri cuori». Come scrivono anche decine di amici e conoscenti su Facebook, in attesa dell’autopsia e della data dei funerali per l’ultimo saluto a Giada. «Riposa in pace, condoglianze alla famiglia», i post sui social network. Tutto mentre le indagini sulla sua morte vanno avanti, anche se per il momento non ci sono indagati.
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