Il Tirreno

Livorno

Rifiuti porta a porta protesta dei negozi

di Claudia Guarino
Rifiuti porta a porta protesta dei negozi

Alcuni dei commercianti presenti su viale Italia segnalano che i bidoncini non vengono svuotati con regolarità

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LIVORNO. Non sono solo i privati che, in varie zone della città, devono provvedere a una scrupolosa suddivisione dei rifiuti, preparandoli per il porta a porta. Anche chi gestisce un’attività commerciale deve raccogliere gli scarti, separandoli: da una parte va il vetro, dall’altra la plastica e così via. In attesa che i mezzi preposti allo scopo si dirigano verso i bidoncini e i sacchi neri, ritirando quanto viene ammassato fuori dalle porte dei locali.

In viale Italia il porta a porta è attivo da quasi due mesi, ma i problemi, alcuni dei quali segnalati al Tirreno già una trentina giorni fa, persistono. Continuano, cioè, le segnalazioni di esercenti che si dicono non soddisfatti di come è organizzato il servizio, così come proseguono le lamentele di quanti, interrogati sulla questione, ritengono il porta a porta ancora non privo di problemi.

C’è chi sostiene che i bidoni sistemati in posti diversi della strada, seppur contenenti lo stesso materiale, non vengano svuotati nel medesimo momento, chi afferma di aver dovuto sollecitare Aamps affinché intervenisse, in quanto erano saltati vari turni di raccolta e chi, d’altra parte, ritiene che non sia un bello spettacolo osservare i rifiuti accatastati in attesa del recupero.

Qualcuno pensa che il servizio sia migliorato, ma, in generale, l’impressione è che ci sia ancora diversa strada da fare.

«Qui non hanno ritirato il cartone per una settimana, perciò, alla fine, abbiamo dovuto sollecitare l’intervento. Lo stesso vale per la plastica – dice Stefano Caracciolo, gestore della Baracchina Zanzibar, su viale Italia – Con l’organico e il vetro va un po’ meglio, ma credo che il servizio debba migliorare parecchio».

Problemi simili sostiene di averli avuti anche Marta Mugnai, titolare del locale Pizza alla Brace, secondo la quale «spesso i rifiuti non vengono portati via. È da diverso tempo, poi, che chiedo dei bidoni più grandi o un’isola ecologica, ma le cose non accennano a cambiare».

Il reperimento di un luogo adeguato per sistemare i sacchi dei rifiuti, in attesa che questi vengano portati via, è uno dei problemi maggiormente sentiti da chi gestisce un’attività legata al mondo della ristorazione.

«Secondo me ci sarebbe dovuta essere un’organizzazione migliore - dice Giovanna Caiola, titolare del bar La Terrazza - Anche per decidere dove mettere e come distribuire i bidoncini, che non dovrebbero stare così vicini ai locali, anche perché emanano cattivi odori».

Una questione, quindi, che diventa anche una faccenda di decoro. «Da Aamps mi hanno suggerito di sistemare una paratia per separare la spazzatura dalla vista dei passanti - dice Caracciolo - Ma una cosa del genere devo farla io?».

Preoccupati della vista e dell’odore, ma non solo. Gli esercenti hanno anche un altro timore. «C’è gente che getta i propri sacchetti nei nostri bidoncini - aggiunge Caracciolo - E spesso mescola il materiale. Va a finire che, per una cosa del genere, la responsabilità, alla fine, è comunque nostra».

«E la cosa è difficile da evitare - conclude Monica Ciabattari, Chalet la perla del gusto - I clienti stessi a volte non sanno cosa fare e gettano tutto nel solito bidone, spesso sbagliando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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