Il Tirreno

Livorno

Da Rapanui a Livorno, ecco le statue di legno sul lungomare dono dei maori

di Claudia Guarino
Da Rapanui a Livorno, ecco le statue di legno sul lungomare dono dei maori

Livorno, un gruppo di nativi dell’Isola di Pasqua  ha scolpito quattro Moai e li ha dati alla città

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LIVORNO. I volti, grandi, enigmatici e scolpiti nella pietra, si stagliano maestosi, osservando dall’alto la vita che scorre sulla costa. Come a vegliare sulle rocce e sui prati, ergendosi a protettori della natura. I Moai sono le sculture tipiche della cilena Rapa Nui, conosciuta anche come Isola di Pasqua. A breve, però, sarà possibile osservare le misteriose e solenni statue, seppur in riproduzione lignea, anche fuori dal loro suolo natio, adagiate sul lungomare livornese. L’idea è di un gruppo di abitanti di Rapa Nui. Alcuni maori, infatti, ogni anno soggiornano per un periodo in città, ospitati da Marco Berni, sportivo ardenzino, surfer e appassionato di viaggi che, da sempre, li considera i suoi fratelli spirituali.

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Ma quest’anno i ragazzi dell’Isola di Pasqua hanno deciso di fare qualcosa di diverso dal solito e di regalare a Livorno una traccia della loro cultura. Per questo si sono armati di attrezzi e, al Gabbiano, hanno organizzato un vero e proprio cantiere, all’interno del quale hanno iniziato a intagliare il legno. Giorno dopo giorno il loro lavoro ha iniziato a prendere forma. Piano piano, cioè, i ciocchi di legno hanno cominciato ad assumere le loro forme definitive. E così, ecco intagliate nel legno alcune statue dei Moai - due piccole e una grande - e un’opera raffigurante una donna a cavallo di una tartaruga, animale che rappresenta gli antenati.

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«Qualcosa di simile è già stato realizzato in Francia e in Gran Bretagna – dice Berni – Ma, in questi casi, le sculture sono state sistemate nell’entroterra. A Livorno, invece, sarebbero vicine al mare. Mi sto interfacciando, in tal senso, con il Comune, per capire se sia possibile sistemarle sull’aiuola vicino al Gabbiano, che è di forma triangolare come l’Isola di Pasqua». I costi di realizzazione delle opere sono stati a carico di Berni stesso che, però, è riuscito a ottenere alcuni finanziamenti da parte di imprenditori locali interessati al progetto.

L’idea è di sistemare le statue proprio accanto al mare. L’identità di Livorno che si abbraccia con la cultura tipica di un Paese lontano dunque. E lunedì 25 giugno il suono delle onde si fonderà con le note di una musica che proviene da lontano, mentre i colori dell’acqua si mescoleranno con le tonalità dei vestiti di una popolazione tutta da scoprire. Alle 21.30, infatti, le statue create dai ragazzi dell’Isola di Pasqua saranno presentate ufficialmente alla città, nel corso di un evento al Gabbiano in cui sarà possibile assistere e prendere parte alle danze tipiche di Rapa Nui, ballando con i maori e cantando tutti insieme.

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