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Prc, anarchici, Pci e Si: siamo dalla parte dei 5 lavoratori
LIVORNO. L’esecutivo di Sinistra Italiana segnala che è divenuta «triste quotidianità colpire il mondo del lavoro senza motivazioni chiare, disattendendo regole e diritti sindacali»: nel mirino il...
LIVORNO. L’esecutivo di Sinistra Italiana segnala che è divenuta «triste quotidianità colpire il mondo del lavoro senza motivazioni chiare, disattendendo regole e diritti sindacali»: nel mirino il numero due dell’Authority, Massimo Provinciali, accusato di aver compiuto «l’ennesimo atto di forza». Sinistra Italiana, annunciando interrogazioni al ministro Toninelli, denuncia che nei porti sempre più spesso c’è «la sostituzione in corsa di addetti art.17 con addetti art.16» che «tiene sotto scacco, nell'incertezza più assoluta, un numero esorbitante di lavoratori che perdono ogni volta rispetto e garanzie sui loro diritti».
Anche il circolo Porto di Rifondazione Comunista è solidale con i 5 licenziati: «Nonostante che l’Authority si sforzi di definire un quadro roseo all’interno del porto, sappiamo tutti che non è così. Il porto continua subire una guerra tariffaria che sta impoverendo il porto, le imprese e che ricade esclusivamente sulle spalle dei lavoratori», sottolinea auspicando che la decisione sia annullata.
Nella stessa trincea anche il Partito Comunista Italiano che ribadisce come il provvedimento abbia colpito i lavoratori «mentre difendevano il loro diritto a lavorare nei picchi di lavoro». Il Pci invita a «una presa di coscienza da parte di tutte le forze sociali cittadine e soprattutto dei lavoratori»: serve «nuovo modello di lavoro portuale».
Federazione Anarchica Livornese e Collettivo Anarchico Libertario scendono in campo per dire che «si vuole colpire un’esperienza di sindacalismo di base realmente alternativa alle politiche di sfruttamento che nel settore trasporti sono particolarmente aspre». Il licenziamento – viene rimarcato - è «un’arma di repressione e di intimidazione nelle mani dei padroni».
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