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Precipita e muore mentre lava i vetri, indagini sulla struttura
Livorno, la 62enne è caduta dal primo piano mentre puliva una finestra. I carabinieri indagano per una morte sul lavoro, la titolare e i figli della vittima negano
LIVORNO. Il detergente e il panno per pulire i vetri sono accanto al corpo, tra il marciapiede e le auto parcheggiate, la scala e la bacinella piena d’acqua s’intravedono invece dalla finestra al primo piano, tra il Mercato centrale e piazza della Repubblica. In centinaia passano in auto e scooter, rallentano, guardano e chiedono cosa sia accaduto, mentre il sangue continua a scorrere sull’asfalto. «È una tragedia, non si può morire così», rispondono alcuni testimoni.
Maddalena Selimo, 62 anni, nata a Procida (Napoli) e residente a Livorno dal ’91, è caduta mentre stava lavando i vetri della finestra di una camera - sugli scali Bettarini, all’altezza di una sala di scommesse sportive - ed è morta. È stato un passante, che ha visto precipitare la donna, a chiamare subito i soccorsi e le forze dell’ordine: inutili, purtroppo, i tentativi di rianimazione da parte di medico e volontari della pubblica assistenza e della Misericordia. La 62enne, in base a quanto ricostruito, è precipitata da un’altezza di circa 6 metri dopo le 10,30 di sabato 23 giugno ed è finita sul marciapiede, sbattendo violentemente la testa per terra. Forse un malore, forse ha perso l’equilibrio mentre era sulla scala per pulire i vetri della finestra: sono queste le due ipotesi della caduta di ieri mattina, con i carabinieri che escludono sia un gesto volontario che l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Una tragica disgrazia, insomma.
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La donna, come spiegano sempre i carabinieri dopo i rilievi della pattuglia del nucleo operativo e radiomobile, «stava lavorando all’interno di una delle camere del bed and breakfast», gestito dall’affittacamere Medusa con sede in via Grande. Si potrebbe quindi trattare di un tragico incidente sul lavoro, aggravato dalla mancanza di un regolare contratto tra le parti, ma la titolare dell’affittacamere spiega che «Maddalena non era assolutamente una nostra dipendente in nero, ma un’amica di famiglia che avevo invitato a pranzo e che nell’attesa si era messa a pulire la stanza». Una versione confermata anche da uno dei due figli della vittima, Mario Laurici, che ricorda la madre tra le lacrime e spiega che «non era in un bed and breakfast, ma a casa di un’amica per pranzare poi tutti insieme». In ogni caso, sotto questo profilo, sono ancora in corso tutti gli accertamenti dell’azienda sanitaria e dell’Inail per verificare la posizione della donna e la gestione di quella struttura da parte dell’affittacamere Medusa. Passaggi fondamentali per valutare eventuali responsabilità sulla tragedia di ieri mattina sugli scali Bettarini, dove il traffico è stato bloccato per circa mezz’ora - fino alle 11 - in modo tale da consentire prima ai soccorritori di tentare di salvarla e poi ai carabinieri di effettuare i rilievi.
La 62enne di origini napoletane, casalinga, viveva a Livorno dall’inizio degli anni ’90 e quindici mesi fa aveva perso il marito: oltre a Mario, lascia anche l’altro figlio Giuseppe. «Una donna tanto eccezionale quanto sfortunata negli ultimi tempi», raccontano alcuni conoscenti, facendo riferimento alle varie peripezie affrontate durante la vita e anche alla casa venduta all’asta pochi mesi fa. Fino alla tragedia di ieri mattina, quando è precipitata dalla scala con il panno e il prodotto che stava utilizzando per pulire i vetri di quella finestra. Una caduta tremenda sul marciapiede, uno choc per i testimoni e i residenti della zona, un dolore infinito per i suoi figli.
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