Gioco
Porto, licenziati cinque lavoratori Alp
La società: «Hanno interferito con operazioni fatte da altri operatori». Unicobas: «Motivazioni inammissibili, pronti alla lotta»
LIVORNO. Cinque lavoratori di Alp, l’agenzia di lavoro portuale, hanno ricevuto la lettera di licenziamento. L’hanno ricevuta «con motivazioni pretestuose e inammissibili» secondo il sindacato Unicobas, che ha proclamato lo stato di agitazione e che, in una nota a firma del segretario provinciale del Cib Unicobas Claudio Galatolo, ha fatto sapere che percorrerà «tutte le strade possibili perché i lavoratori licenziati vengano reintegrati nel loro posto di lavoro». Per martedì è in calendario un’iniziativa nella sala di Unicobas, in via Pieroni, «dove verranno illustrate tutte le forme di lotta e le iniziative legali che intendiamo mettere in campo».
Perché questi cinque licenziamenti? Il presidente di Alp, Massimo Provinciali, che ha firmato le lettere, risponde che sono riconducibili a «un episodio che si è verificato un mese fa», quando «questo gruppo di lavoratori ha interferito con le operazioni di scarico di una nave fatte da altri operatori», nell’area di Ltm, rivendicando il diritto di svolgere quelle mansioni. Per la società è stato un «atto di insubordinazione, come da contratto collettivo» e dopo le lettere di contestazione ha deciso per il licenziamento.
Dal mondo politico e sindacale piovono le reazioni. «Basta ricatti, ritiro licenziamenti e reintegra immediata»: per i rappresentanti di Potere al popolo i lavoratori licenziati di Alp (articolo 17) sono solo «colpevoli di aver richiesto il rispetto delle leggi portuali». Esprimono «massima solidarietà», aggiungono che «non è accettabile che a pagare siano sempre i lavoratori» e che «alla gravità dei licenziamenti c'è da aggiungere un atteggiamento antisindacale e un attacco alle rappresentanze sindacali» perché «uno dei lavoratori è Rsu e coordinatore del settore portuale di Unicobas».
Anche Usb chiede il «reintegro immediato» di tutti i lavoratori e attacca Provinciali, segretario generale dell’Authority, «che non perde occasione per intervenire pubblicamente sui temi della sicurezza e del rispetto delle regole nel porto». «Cinque lavoratori, colpevoli di aver protestato in occasione di uno scarico effettuato senza rispettare la normativa prevista dalla legge 84/94 – sostengono ancora in una nota da Usb – sono stati prima sospesi senza retribuzione e poi licenziati. In realtà è sotto gli occhi di tutti il mancato rispetto delle regole basilari all’interno del nostro porto».
Parole simili dalla sezione livornese del Partito comunista di Daniele Giovannetti e Simone Mazzantini: «Si sono resi “colpevoli” solo di aver rivendicato il proprio diritto al lavoro per una mansione che era stata assegnata ad altre ditte non autorizzate». Chiedono che «i cinque licenziamenti vengano ritirati» e che «si apra, finalmente tra i lavoratori una nuova via alla coscienza di classe che stimoli la loro aggregazione».
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