Il Tirreno

Livorno

Parcheggi a pagamento, la caccia al posto è tra chi ha la lettera

Juna Goti
Parcheggi a pagamento, la caccia al posto è tra chi ha la lettera

Livorno, in alcune zone l’80% degli stalli blu è sempre occupato dai residenti che fanno i conti con il taglio dei parcheggi. Tariffe salate per gli altri in centro

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LIVORNO. La fotografia scattata ieri nel primo tratto di via San Carlo, nel cuore di Borgo cappuccini, dove i parcometri sono stati attivati di prima mattina, la dice lunga su quello che sta accadendo in molte zone della città: su 27 auto in sosta sulle nuove strisce blu, 23 avevano in bella mostra la lettera K riservata ai residenti, altre 4 avevano la lettera k ma erano parcheggiate in divieto di sosta in assenza di posti liberi, tre non avevano niente (né pass né ricevuta di avvenuto pagamento) e solo una aveva sul cruscotto il bigliettino del parcometro. Tradotto: in molte delle aree dove sono state disegnate le soste a pagamento, la vera guerra per trovare un posto libero è tra gli stessi residenti, che non devono pagare il parcheggio, ma che comunque pagano al Comune la lettera annuale (30 euro per la prima auto della famiglia, 50 per la seconda).

Lo confermano gli stessi vertici della Tirrenica, la società che gestisce i parcheggi, quando contattati dal Tirreno rispondono che «il 70-80% delle auto in sosta nei nuovi stalli blu è dei residenti». E il perché è presto detto: in quelle zone, come Borgo, dove già c’era fame di parcheggi, la trasformazione delle soste da bianche a blu, con la rivisitazione di misure e spazi (per motivi di sicurezza, dicono dal Comune), ha portato a una diminuzione dei posti a disposizione lungo le strade.

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«E chi riesce a trovare parcheggio non sposta più la macchina... per forza, ha paura di non trovare più posto, perché se si confronta il numero di famiglie residenti e quello di posti rimasti...», ripete Claudio Capanni dalla sua edicola all’angolo tra via San Carlo e via Verdi: «Guardate, sono tutte K». «Io spero solo di trovare posto quando stasera torno a casa, perché ora ce ne sono meno e ci possono parcheggiare tutti», si arrabbia prima di lui una residente, Maila Del Giudice, mentre esce dal panificio di via San Carlo. Dove il fornaio, Maurizio Adamo, è alle prese con il mezzo che gli serve per lavorare: «È inutile che ci facciano pagare 150 euro all’anno per il permesso in deroga, se poi possiamo parcheggiare gratis solo a fasce orarie. Ci prendono in giro?».

Sabato 23 giugno  nelle zone a lettera K, R e J sono state attivate altre 660 strisce blu: da via San Carlo a via Calatafimi, passando per la prima parte di via Roma e Borgo San Jacopo. Al debutto dei parcometri in queste strade, dalla Tirrenica mobilità hanno fatto sapere di avere deciso per un «primo giorno di tolleranza», quindi senza multe. Tracciando una fotografia di questo tipo: «In media 15% di posti liberi, 15% di non residenti che hanno pagato a tariffa oraria e il resto dei posti occupati dalle auto dei residenti».

Per chi non ha la lettera, la tariffa in molte delle Zsc diventate blu è salatissima: in via Roma, come in via San Carlo, si paga ad esempio un euro la prima mezzora, due euro frazionabili la prima ora e tre euro frazionabili per ogni ora successiva. In pratica 6 euro per due ore e mezzo, quasi come sul lungomare di Montecarlo. «Mi sembra un controsenso – riprende Capanni – chi non è residente farebbe prima a parcheggiare all’Odeon: un euro all’ora, il problema è che non tutti forse lo sanno». Alcuni dei parcometri accesi ieri consentono il pagamento con carte di credito e bancomat, come nel tratto di via Roma compreso tra la piazza e via del Bosco. Altri, prima di rilasciare il contrassegno, chiedono di digitare il numero di targa. «Soprattutto quelli che saranno attivati nella zona mare – fanno sapere dalla Tirrenica – saranno così, per impedire il “mercato” dei bigliettini».
 

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