Il Tirreno

Livorno

Gli operatori: «Non chiuderemo i nostri negozi di cannabis light»

di Claudia Guarino
Gli operatori: «Non chiuderemo i nostri negozi di cannabis light»

Chi lavora con il prodotto considera quello espresso dal Consiglio superiore di sanità come un parere non convincente: «Settore in espansione in cui non si registrano abusi»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Lorenzo Dominici è livornese e ha 36 anni. Dal 2016 lavora in via Nardini, a Livorno, gestendo un’attività commerciale.

Vende olio, pasta, biscotti e birra. Ma anche barattoli di prodotti, tisane, borse e cosmetici. Tutto a base di canapa o cannabis light.

Gli scaffali di Made in canapa contengono articoli vari. Dalle creme idratanti, ai tessuti, fino ai barattolini di semi, ai generi alimentari e ai prodotti a base di infiorescenze contenenti cbd - cannabidiolo - e thc - uno dei principi attivi della cannabis - sempre in percentuali che rientrano nei limiti previsti dalla legge. I prodotti sarebbero dunque legali, non presentando, tra le altre cose, alcun effetto psicotropo, ma avendo soprattutto una funzione rilassante.
Recentemente è stato diffuso un parere del Consiglio superiore di sanità secondo il quale «la biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni, come 0,2%-0,6% (il limite previsto dalla legge per i prodotti coltivati ndr) non è trascurabile. Non appare che sia stato valutato il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, come età, presenza di patologie».

Il documento si riferisce, nello specifico, «alla pericolosità, che non può essere esclusa, dei prodotti contenenti infiorescenze di canapa in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis, cannabis light o cannabis leggera».

Nella bottega di Made in Canapa non tutti i prodotti contengono infiorescenze. Tuttavia Lorenzo Dominici sottolinea come, secondo lui, quello del Consiglio superiore di sanità «sia unicamente un parere, che mi sembra abbia poco di concreto. Non sono stati forniti dettagli sul modo in cui la cannabis light dovrebbe far male alla salute.

Ogni sostanza, infatti, se ne viene fatto un uso eccessivo può costituire un danno per la salute. Per dimostrare l’effettiva pericolosità della cannabis light sarebbe necessario, eventualmente, effettuare delle analisi più approfondite. Ci sono ricerche scientifiche che, d’altra parte, ne attestano la sicurezza per la salute».

Lorenzo Dominici crede nel suo lavoro e continuerà a mandare avanti l’ attività che gestisce a Livorno. Nel suo negozio i clienti sono soprattutto uomini e donne con un’età superiore ai 35 anni. Pochi giovanissimi, dunque, ma soprattutto adulti e professionisti. Perché «la cannabis light è scelta da chi cerca il rilassamento, visto che non ha una funzione psicotropa. Ho un ottimo feedback dai clienti. I prodotti piacciono e in molti entrano nel negozio, anche solo per curiosità».

Il mercato di prodotti legati alla canapa o alle infiorescenze di cannabis, negli ultimi anni, ha visto l’apertura di numerosi negozi in tutta Italia. Una delle società che distribuisce il prodotto si chiama EasyJoint Project srl, i cui barattoli sono presenti anche sugli scaffali del negozio di via Nardini.

«Quello della cannabis light e delle infiorescenze con contenuto di Thc entro i limiti di legge è un ambito in espansione, all’interno del quale non si sono registrati abusi», commenta Luca Marola, cofondatore di EasyJoint.

«La canapa inoltre - conclude Dominici - permette un recupero della terra e delle coltivazioni, creando posti di lavoro, i quali si sviluppano anche nel settore dell’indotto».
Se dal Consiglio superiore di sanità l’indicazione è quella di attivare «misure atte a non consentire la libera vendita dei prodotti contenenti infiorescenze di canapa», chi con la cannabis ci lavora ha un punto di vista decisamente differente su tutta la questione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web